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Il potere del ciarlatano

Il mondo intero sta attraversando un momento di forte crisi a più livelli. E anche se l’economia, la finanza e lo spread sono forse gli argomenti più notiziabili, sui quali verte l’attenzione mediatica, la pressione del disfacimento investe tutto il sistema, dalle piccole attività di famiglia ai rapporti più complessi e istituzionali.

A guardare le cose dal di fuori, con occhio neutro, un po’ ci si confonde, perché da un lato c’è una massa enorme di persone che sembra più interessata all’ultima partita di campionato di Alex Del Piero che non anche alla possibilità che l’Italia possa uscire dall’euro, con tutto ciò che questo comporterebbe; e dall’altro c’è chi non dorme la notte per stanare complotti massonici e invasioni aliene.

Sembra una specie di tiro alla fune antropologico: persone che non vogliono pensieri per la testa e persone che di pensieri ne hanno così tanti e variegati che non riesci a distinguere quelli reali dalle suggestioni. A chi vogliamo dare una mano?

Fatto sta che quando si apre una crisi si apre anche il sigillo dell’indifferenza. Significa che sulla notizia non ci sono più solo i giornalisti, ma anche le persone comuni che si aggregano grazie a Internet, sui commenti, sui video o su un qualsiasi documento esotico e anomalo che faccia ben sperare di arrivare presto a scoprire la verità.

Ma quale verità? Difficile a dirsi. Ci sono troppe domande sul tavolo della ricerca e troppi ricercatori intorno al tavolo. Il rischio è che ci possa essere una volontà preordinata allo sfruttamento contemporaneo di più argomenti scollegati tra loro al solo scopo di confondere per dominare, ovvero, per guadagnare.

È la strategia romana del dividi et impera, rafforzata dal malcontento storico della gente. Il dissenso si raccoglie molto facilmente intorno a una nuova causa da seguire, a una nuova religione a cui credere.

Ma non vorrei nemmeno far pensare a grandi manovre di controllo delle masse. I mille fenomeni della rete solo raramente seguono un disegno gerarchico. Molto più spesso si tratta di pura e semplice ciarlataneria di piccolo respiro. Si coglie un vuoto (una nicchia) di credenze o una debolezza di valori pre-esistenti e si lavora per colmare quel vuoto con un nuovo sistema fideistico e di potere.

Non deve meravigliare che il guadagno personale possa essere l’unico vero scopo della ciarlataneria di questo tipo, anche quando le premesse fanno pensare a tutt’altra cosa.

Attenzione, non sto dicendo che non ci sia una verità da scoprire. Sto dicendo che bisogna stare attenti al metodo e alle persone che scegliamo di seguire. Se malauguratamente incappiamo nel piccolo disegno del ciarlatano di turno, ci allontaniamo dalla verità, perdiamo tempo e siamo costretti anche a dover pagare un prezzo per questo sfortunato accadimento.

 

Il potere del ciarlatano di Grete De Francesco

Nelle mie letture ho scoperto un autore del secolo scorso che con un linguaggio molto semplice riesce a esprimere esattamente quello che sta succedendo anche oggi.

Si chiama Grete De Francesco e il brano che riporto nel video qui sotto è tratto da una sua opera intitolata “Il potere del ciarlatano”. Buona visione.

 

Carlo D'Angiò

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