5 paure tipiche di una membership
Posted by Carlo D'Angiò on gen 19, 2012 in Azioni e motivazioni | 4 commentsChe il sito di adesione sia uno dei modelli più interessanti dell’Internet Business lo dimostrano i risultati raggiunti da persone semplici come Collis Ta’eed di Envato o Brian Clark di Copyblogger che solo pochi anni fa erano dei blogger sconosciuti e squattrinati. C’è gente tra i tanti lettori di questo blog o di altri simili che possiede capitali e disponibilità di gran lunga superiori alle modeste somme risparmiate da Collis Ta’eed prima che diventasse quello che tutti noi conosciamo oggi.
Eppure, manca l’iniziativa imprenditoriale giusta. Il massimo sforzo che ho visto compiere in questi anni è stato quello di avviare un modello super-collaudato. Anzi, il più delle volte, super-copiato.
Copiare non è sempre un male, quando serve per migliorare se stessi e la proposta al mercato; ma se nasconde la codardia imprenditoriale, l’incapacità di spingere il cuore oltre l’ostacolo per mettersi in gioco nei nuovi mercati, allora diventa un gesto patetico e vile. Si copia per stare in sicurezza, per non rischiare, per sfruttare ciò che di buono può esserci in un modello, lasciando ad altri, ai pionieri, il pericolo dell’esplorazione.
Copiare in questo modo è come far parte di un gruppo di amici su un’isola sconosciuta e non avere il coraggio di spingersi oltre il frascume della spiaggia, lasciando a pochi altri l’onere dell’avanzamento, della ricerca di acqua e cibo, dell’esplorazione del territorio. E’ come non assumersi le responsabilità di quello che può succedere nella foresta, ma farsi avanti per mangiare i frutti raccolti dai pochi coraggiosi.
Se tutti avessero pensato alla sicurezza, chi avrebbe poi scoperto l’oasi?
Starsene in disparte in zone apparentemente sicure non significa essere furbi, ma solo comunicare al resto del gruppo che non sei un leader. Ecco perché poi quello che dici avrà sempre un valore secondario.
Tanto vale dichiararsi non-imprenditori. Del resto, c’è chi ama il rischio di impresa e chi no. E scegliere di avere un posto più garantito non è sbagliato. Ciò che è sbagliato invece è fingere (soprattutto verso se stessi) di essere innovatori, audaci, intraprendenti… in una parola “imprenditori” e poi non avere le palle di assumere il giusto atteggiamento.
E’ sbagliato perché in questo modo si creano conflitti interiori. Si dice alla mente di aspettarsi dei risultati che non arrivano perché mancano i fatti concludenti. Una specie di autosabotaggio continuo, masochistico, lento e doloroso, che porta a stati di abbattimento, se non anche a veri e propri momenti di depressione. Un’involuzione irrefrenabile. Un disastro.
Ma torniamo alla membership. Perché migliaia di persone alla ricerca di un valido modello di Internet Business, di fronte alla possibilità di mettere in piedi un sito di adesione, preferiscono non fare niente? E’ una domanda che mi sono posto diverse volte, osservando il comportamento dei miei lettori. E credo di avere capito che esistono prevalentemente 5 tipi di paure bloccanti:
- paura che l’idea non sia realmente valida
- paura di non avere contenuti sufficienti o di non saperli sviluppare
- paura di non saper gestire le questioni tecniche (software, siti, pagamenti, rinnovi etc.)
- paura di spendere soldi di impianto e promozione senza avere un ritorno adeguato
- paura di perdere la fiducia dei lettori già acquisiti per via dell’abbonamento
Non sono paure infondate. Chiedere soldi per dare informazioni è una scelta coraggiosa che non sempre viene premiata, condivisa o capita. Collis Ta’eed lo ha imparato a sue spese, quando decise di far pagare i suoi tutorial un paio di dollari per ogni download. Nessuno dei suoi lettori (tantissimi) accolse con entusiasmo la scelta di pagare per accedere al contenuto.
Riesci ad immaginartelo? Fai tanto per costruire una community, per avere i like di Facebook e i follower di Twitter, ma soprattutto le liste di email. E poi scopri che nessuno è disposto a seguirti in cambio di soldi. E’ disarmante. Ma c’è una soluzione. Forse, più di una. Quella di Collis è stata di non far pagare un paio di dollari per il singolo download, ma 9 dollari per tutti i download. Cioè, sottoscrivi l’abbonamento mensile e accedi a ogni contenuto protetto delle piattaforme Tuts+. Incredibile, ma a quanto pare questa scelta ha decretato poi il successo inarrestabile di Ta’eed.
Secondo te, Collis Ta’eed produce personalmente tutto ciò che viene pubblicato? No. Lo sappiamo. PsdTuts, per esempio, è una piattaforma che si nutre di centinaia di autori, tutti pagati. Gente ingamba che giorno dopo giorno fornisce a Ta’eed i contenuti di qualità necessari per attrarre nuovo traffico, lead e clienti abbonati.
E’ un modello fantastico, potenzialmente infinito. Ma è fatto per gente coraggiosa.
Tu che ne pensi? Non credi che sia meglio raccontarsi la verità, piuttosto che fingere di essere un imprenditore audace che in realtà poi non ha il fegato per addentrarsi nella foresta?
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