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Le prime mosse

Ieri, i miei ragazzi hanno fatto il primo esame di cintura alla scuola di Tae Kwen Do.

Ricordo ancora il primo giorno (a fine settembre) che siamo entrati in palestra. I miei figli volevano farlo, ma si sentivano spaesati, fuori luogo. C’erano tanti ragazzi con il dobok (la divisa bianca dei combattenti di Tae Kwen Do). Molte cinture colorate, gialle, verdi, rosse, nere. E alcune bianche. Anche i miei figli, dopo qualche giorno, ricevettero la loro divisa con cintura bianca. E poi c’erano (e ci sono ancora, ovviamente) i maestri che urlavano comandi strani, che poi ho imparato, non senza documentarmi su Wikipedia.

Io e mia moglie ci chiedevamo quanto poteva durare la cosa. Eravamo in apprensione. Ogni volta che andavo a prenderli, vedevo mio figlio in punizione, a fare flessioni sui pugni dinanzi al maestro. Perché? Mi domandavo. E qualcuno mi spiegava che non aveva chiesto il permesso per andare in bagno o che non si era inchinato prima di entrare e altre cose abbastanza rigide, che tuttavia ho cominciato a comprendere.

Saltiamo qualche mese e arriviamo a ieri sera. C’era un pò di emozione nell’aria. Tutti i ragazzi erano tesi. Ma notai subito una cosa. I miei figli, già a casa, non facevano altro che ripetere le mosse secondo un rituale che prevede l’attenti (Charyót), il saluto/inchino (Kyong-rye), la preparazione (Joon-bi) e l’inizio del combattimento (Shi-Jak) o l’esecuzione della mossa.

Palestra Tae kwen Do

In palestra c’erano i genitori e i ragazzi che si scaldavano (e ripetevano le mosse). Vincenzo e Roberta (i miei ragazzi) provavano le loro mosse. Le prime, quelle che portano alla cintura gialla.

mosse tae kwen do

Io giravo intorno alla palestra. Aspettavo il momento. Ero in ansia, anche se (con mia sorpresa) li vedevo molto concentrati e competitivi. Pensavo a settembre e allo spirito di scarsa determinazione (soprattutto di Vincenzo) con cui erano entrati in palestra. E mi rendevo conto che qualcosa di speciale era successo.

Erano determinati. Volevano farlo. E, soprattutto, ora facevano parte del gruppo, della squadra dei combattenti di Tae Kwen Do. Un passo dopo l’altro, tanto allenamento… e alla fine erano lì, pronti per dare spettacolo con le loro arti marziali, seppure di primo livello.

Poi i maestri (Antonio e Nino) li chiamarono per cominciare. Era ora di mettersi in formazione e di allinearsi alle regole.

formazione squadra tae kwen do

Un paio di giri di campo, per riscaldarsi. Poi, le cinture nere fecero qualche esibizione per noi genitori ansiosi. C’era Erica, l’amica di mia figlia, che a guardarla non si direbbe, che spaccò una tavola di legno a oltre 2 metri d’altezza. Brava Erica, l’umiltà di questa ragazza mi ha impressionato.

Erica spacca tavola di legno

Poi Nino, uno dei due maestri, colpì una mela sulla testa del compagno. Operazione sublime, di grande precisione ed eleganza. Un giorno, anche i miei ragazzi sapranno farlo, perché tutto sta a cominciare, a fare le prime mosse e a trovare se stessi in quello che si fa. E loro sembrano entrati in questa nuova visione della vita.

Nino colpisce la mela Tae Kwen Do

Poi ancora altre esibizioni, fino ad arrivare al momento vero e proprio degli esami. Tutti si esibiscono alla presenza dei genitori, dei compagni e soprattutto dei maestri, che sono attenti a osservare quello che succede, riportando il loro voto su una scheda di valutazione.

Arriva anche il turno dei miei ragazzi:

Roberta esibizione tae kwen do

Vincenzo esecuzione mosse tae kwen do

Roberta CALCIO TAE KWNE DO

Che spettacolo… i miei piccoli ninja.

A settembre, tutto sembrava difficile. Ora, sono parte del gruppo, conoscono le mosse, la disciplina, i comandi. E hanno superato l’esame.

Tutto sta a cominciare, a imparare le prime mosse. Il resto lo devi fare per forza, perché è il tuo corpo e la tua mente che te lo chiedono. Fermarsi è come abortire, è come uccidere una parte di te, forse la più importante in quel momento.

Bravi i miei ragazzi. E bravi i maestri Antonio e Nino Invito. Grazie. E buon Natale a tutti!

Carlo D'Angiò

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  • Judo

    Bella la tua metafora, peccato che il tae kwne do nella vita reale non serve a nulla.
    oh aspetta, anche questa è una metafora :D

    • Anonimo

      Io non so perché tu abbia scritto che il tae kwen do non serve a nulla. Non sono esperto. Accompagno i miei figli in palestra da pochi mesi. E può darsi che tu abbia ragione. E avrei ragionato volentieri con te su quello che hai scritto. Ma la tua chiusura, alquanto sarcastica e puerile, postata ad capocchiam a commento di un messaggio positivo di auguri, mi fa capire che in realtà non hai ancora lo spirito giusto e la maturità necessaria per parlare con saggezza di arti marziali.
      Fai una cosa, esci prima dall’anonimato, metti il tuo nome e facci capire chi abbiamo di fronte, qual è la sua esperienza. E poi vediamo se vale la pena di andare avanti. Buon Natale Judo. Ti voglio bene lo stesso.

      • NINO

        C I A O J U D O.. ti volevo dire ke forse sul TAEKWONDO sei informato abbastanza male, essendo uno sport olimpico ke insegna disciplina e sopratutto rispetto x gli altri, specialmente se sono praticanti di arti marziale come il judo! poi ti ricordo ke questo sport appartiene anke alle forze armate come polizia, esercito e carabinieri e arrivare a conseguire l’esame di cintura nera vale a dire essere diplomati e riconosciuti in qualsiasi nazione ove si praticasse il TKD.. e se sei uno studente il diploma ti vale anke come punti di credito sia alle superiori ke all’università. questa è una piccola infarinatura di cos’è il TKD ti conviene informarti meglio e poi mi sà ke cambi sport =) TANTI AUGURI A TE E FAMIGLIA E AGLI AMICI DEL BLOG ” INVITO RAFFAELE CINT NERA 4° DAN VICE-CAMPIONE INTERNAZIONALE NEL 2004 CIAO =)

  • http://www.il-commercialista-dei-professionisti.com/ Antonino Salvaggio

    Buon Natale!!! Augurissimi!!!

    • Anonimo

      Grazie Tony, anche a te e famiglia. Un abbraccio.

  • Ip Man

    Ha ragione judo, il taekwondo non serve a nulla come difesa personale, anzi nel caso di malvivente/teppista di strada potrebbe anche essere controproducente perchè tu pensi “io so spaccare na tavola di legno con un calcio” peccato che il teppista di strada ti pianta un destro prima ancora che tu possa coordinarti per eseguire la mossa in bello stile.

    La domanda è perchè l’hai scelto? L’hai scelto perchè è l’unica arte che insegnano dalle tue parti? Un po come l’imprenditore italiano che non sa nulla di web business e conosce solo il cugino che lo aiuta a farsi il sito?

    Io ti consiglio il wing chun, è un’arte marziale che discende dal kung fu ma al contrario del kung fu e più pratico in situazioni reali e non serve una vita e mezza per diventare maestro. Il wing chun è il direct response marketing delle arti marziali, il tae kwon do è simile al branding, bello ma useless. Per completezza il maestro di Bruce Lee , Ip Man, indovina che cosa praticava?

    Qui vedi il figlio di Ip Man all’opera, 84 anni e ancora mena
    http://www.youtube.com/watch?v=y6oPgV0tJrM

    • Riccardo Ammendola

      Parlare di Taekwondo è generico, come forse non sai esiste uno stile del Taekwondo, il Kitokwan che serve addirittura per l’esportazione degli organi, reso illegale dallo Stato negli anni ’80 per la pericolosità. Informati sul Maestro Canale. Poi mi sembra banale ridurre tutto a: questo è meglio, quell’altro è meno efficace. L’arte marziale forma qualcosa di più che il fisico, e chi si ferma sul fisico non è degno di essere definito un’artista marziale. Poi mi tocca leggere cose come: “il Maestro di Bruce Lee”. Chiariamo una cosa Bruce non aveva maestri al suo stato di evoluzione, non a caso egli riprodusse nell’ambito del combattimento gli insegnamenti del grande Krishnamurti, vedi il medaglione che regalò alla moglie: Usa il non metodo come metodo avendo per limite il non limite. Che pensi che sia questo? Filosofia spicciola? E perché Bruce dopo 6 mesi di fermo quando i medici gli dicono che forse non camminerà più, lui non solo cammina ma diventa addirittura più bravo a combattere? Smettiamola di creare divisioni, le arti marziali, qualsiasi arte marziale, sono lo strumento che uno deve usare per la propria evoluzione di Coscienza. Perché sennò si chiamerebbe ARTE marziale? Perché noi siamo degli artisti, l’Opera che stiamo portando a termine siamo NOI STESSI, i nostri ferri del mestiere sono il nostro corpo. Perché Bruce crea il Jeet Kune Do? Che cosa significa? L’arte di intercettare il colpo… quale colpo? Sul piano fisico i colpi dell’avversario ma sul piano mentale intercettare tutti i pensieri che ottundono la nostra Coscienza! Grazie Bruce per quello che hai dato, peccato che pochi comprendano quello che sei stato… buone feste a tutti, Ciao Carlè ti voglio bene

      • Anonimo

        Straordinario, Riccardo. Sapevo che tu potevi dare un contributo di valore a questa interessante discussione. Un abbraccio affettuoso.

      • Ip Man

        Ognuno può dire quello che gli pare peccato però che nel tuo caso hai tutto il web contro. Se scrivi “bruce lee teacher” o “maestro bruce lee” ci sono tonnellate di documenti in cui tutti dicono che Bruce ha studiato assiduamente dal maestro Ip Man.

        Quello che dici in seguito è corretto e lo condivido

  • giovanni

    Io ho trovato questo articolo molto bello,davvero incoraggiante. Si parlava di partire nonostante le paure e di fare i primi passi perché dopo questi si capiranno i successivi. Di iniziare nonostante le difficoltà. Quindi non capisco la polemica sulle arti marziali su quale sia la migliore o più efficace. Tra l’altro a voler essere pignoli anche lo stesso wing chun è superato perchè pieno di coreografie e mosse inutili. Se davvero vogliamo parlare di combattimento su strada efficace allora parliamo di Progressive Fighting System di Paul Vunak o del Systema russo o il Krav Maga isrealiano….inoltre il nonnetto postato nel video è davvero ridicolo,ma cosa mena? sono allievi e hanno rispetto per lui…basterebbe uno schiaffone per farlo cadere a terra…E con questo buon natale a tutti :D

    • Anonimo

      Bravo Giovanni, era esattamente questo lo spirito dell’articolo. Buon Natale.

    • Ip Man

      Prima di parlare inizia ad arrivare a 84 anni, probabilmente hai ragione nel dire che basterebbe uno schiaffone per farlo cadere, bisogna però vedere se riesci a darglielo o se non te ne da una decina lui prima.

  • Anonimo

    Wow che forti! :) Il piccolo Vincenzo, in particolare, è concentratissimo nella penultima foto. ^_^ In ogni caso, che il taekwondo risulti utile o meno ai fini della difesa personale, sarà sicuramente un ottima palestra di vita per i tuoi figli.
    Concludo augurando un buon Natale a te e a tutta la tua famiglia Carlo… alla prossima!
    Lady

    • Anonimo

      Grazie Vale, anche a te tanti auguri.

  • umberto di maio

    Complimenti a Vincenzo e Roberta, a tutta la famiglia illuminata D’Angiò e Grazie Caro per lo sprone continuo e la tua costante determinazione a tirar fuori il meglio di Noi che Ti leggiamo!
    Buon Natale!

    • Anonimo

      Grazie, Umberto. Buon Natale anche a te, a Isabella e a tutti i tuoi cari.

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