Neuro Landing Page
Posted by Carlo D'Angiò on nov 22, 2011 in Copywriting, Web Design | 0 commentsSi può dire che quasi il 100% di chi ci ha provato è deluso. Ma chi è deluso di cosa?
Pochi anni fa in Italia c’è stata l’invasione dell’infomarketing, un modello interessante che vale sicuramente più di tante professioni di tipo tradizionale. E infatti non è un caso che molti professionisti (avvocati, consulenti, psicologi etc.) oggi si ritrovano proprio a fare gli infomarketer.
Ma come ogni attività interessante, anche questa richiede delle conoscenze specifiche. Ciascuno deve possedere delle abilità significative per cui valga la pena di spendere dei soldi per imparare da chi le insegna. Un disegnatore, per esempio, che voglia condividere la sua tecnica, deve appunto possedere l’abilità del disegno e la padronanza della tecnica che vuole insegnare.
Ma non basta, perché l’attività online si esplica in un campo di mille interazioni e micro-competenze che sono propedeutiche o complementari all’attività principale. Così, un disegnatore non deve solo saper disegnare, ma anche saper bloggare, scrivere, organizzare contest su Facebook, sondaggi, campagne promozionali o lead generation.
In tutto questo, col tempo si è fatto spazio il copywriting, ovvero, quel tipo di scrittura che serve a persuadere i lettori all’acquisto. Scrivere un post e scrivere una lettera di vendita sono due cose diverse, perché diversi sono gli obiettivi. E questo ha spinto da un lato molti autori a creare informazioni specifiche sull’argomento e dall’altro molti lettori a comprarle per migliorare le proprie capacità di copywriter.
Ecco dunque chi è rimasto deluso: gli studenti del copywriting, ovvero, coloro che consapevoli di una cogente formazione sull’argomento hanno investito parecchie migliaia di euro su corsi e eBook quasi tutti di provenienza straniera o filo-straniera.
Un mio amico che non sento da alcuni anni, nel 2008 già aveva speso 15 mila dollari in videocorsi monotematici. All’epoca diceva di essere supergasato, perchè i contenuti di quei corsi erano strabilianti. Poi l’ho sentito pochi giorni fa in un video su Youtube. E mi sono accorto che la situazione era cambiata. Infatti, diceva che in Italia quel modo americano di scrivere e proporre prodotti o servizi in realtà non funziona.
E qui scopriamo anche di cosa sono rimasti delusi gli studenti: le tecniche di scrittura persuasiva (il copywriting). Quindi, riformulando la nostra frase di apertura, possiamo dire che quasi il 100% di chi ha provato a studiare il copywriting per sedurre i lettori e aumentare le vendite è rimasto deluso dall’impraticabilità delle tecniche del copywriting.
Ma si può dire di più: la delusione riguarda anche la landing page come struttura di pagina, non solo il copy come testo. Chiunque abbia cercato di capire in che modo migliorare le proprie pagine per vendere di più, vuoi con i testi, vuoi con la struttura della pagina, vuoi con ogni altro elemento utile, è rimasto tremendamente deluso, perché le vendite non sono aumetate, anzi, sono diminuite (e diminuiscono sempre di più); i navigatori non sono diventati lettori, poiché hanno sviluppato una capacità deduttiva in base alla quale, con pochi secondi di permanenza sulla pagina, riescono a tracciare, seppure sommariamente, le finalità, lo spessore e il tipo di offerta della landing; e la speranza di vivere in comodità con un business automatico è svanita quasi del tutto.
Eppure, io continuo a lavorare comodamente da casa, a incassare soldi in modo automatico e a convertire i navigatori prima in lettori e poi in clienti. Qualcuno dice che c’entra poco il discorso della landing page. E in parte è vero, perché come si diceva in premessa servono tante abilità, non solo quella di scrivere una pagina.
Ma rimane in gioco anche il modo in cui si costruisce la landing page.
L’approccio americano, iperbolico, sensazionalistico, del tipo “Sono Mario Rossi e ho scoperto una cosa che potrà cambiarti la vita per sempre…”, produce pochi risultati solo tra le matricole del web. Già un navigatore più smaliziato, esperto, non ha bisogno di leggere, saprà farsi un’idea di chi ha di fronte semplicemente scansionando la pagina.
Lui sa cosa cerchi di fare. Conosce bene i tuoi obiettivi. Tu vuoi vendere e lui lo sa. Solo che a questo punto più aumenta il tuo focus sulla vendita, ovvero, la tua applicazione esclusiva per quel risultato, più diminuisce la disponibilità all’ascolto. Il ragionamento è semplice: se vuoi vendere, sarai disposto a raccontarmi una serie di minchiate. Ma io non voglio ascoltarle, non voglio leggere promesse di raffinata ipocrisia. Quello che cerco è un dialogo vero, sincero, che non sia da preludio a una presa per il culo.
Magari non è così in tutti i casi, magari il tuo prodotto è di ottima qualità, ma il fatto di usare formule persuasive svela la necessità di manipolare le mie scelte. Perché vuoi farlo?
Il problema è che i lettori sono molto più informati di un tempo. E quello che ci vuole per aumentare le vendite non è una normale landing page. Serve qualcosa di più forte sul piano della genuinità, qualcosa che vada oltre il tentativo di manipolare le scelte o di indurre urgenza, desiderio e chi più ne ha più ne metta. Serve una pagina di buon senso, strutturata ed esteticamente interessante. Si chiama Neuro Landing Page, ed è l’oggetto del nostro prossimo webinar.
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