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Web Designer, come vendersi in rapporto al proprio valore

Ieri parlavo con un mio amico di Roma. Lui è un ingegnere, ma negli anni ha sviluppato una fortissima passione per il web marketing. E da qualche tempo ha deciso di offrire servizi di realizzazione siti. Parlavamo dei compensi e del modo più adeguato di posizionarsi su un mercato così competitivo.

Mi ha sorpreso sapere che lui abbia scelto la strada del “basso costo”, non solo perché ritengo che non sia giusto per lui, ma soprattutto perché questo lo andrà a posizionare in un segmento dove lavori tanto e guadagni poco.

Dopo la chiacchiera in skype, volevo mandargli le mie considerazione per email. Volevo approfondire alcuni aspetti sul tipo di resistenza che lo condiziona e non gli permette – secondo me – di avere uno slancio più profittevole sul mercato. Ma mentre scrivevo mi venivano nuovi pensieri, concetti, idee. E alla fine ne è scaturito un report interessante per tutti coloro che non sanno quanto chiedere in rapporto al proprio valore.

Il report si trova su questa pagina. Il download è immediato. Buona lettura.

Carlo D'Angiò

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Come scrivere articoli da vendere online
Scrivere un articolo da vendere online è un tipo di impegno che pochi si sentono di poter assolvere. C’è una specie di ansia da prestazione, un’autocritica distruttiva che genera insicurezza nelle persone e crea l’abitudine a pensare di non avere il diritto di chiedere soldi in cambio della propria esperienza scritta. Alcuni non riusciranno mai ad andare oltre le proprie paure; resteranno per sempre nel limbo della mediocrità, degli AdSense e delle informazioni di riempimento. Altri invece hanno il carattere giusto per passare dall’altra parte e per mettere sul tavolo della lettura nuovi punti di vista. Ma cosa deve avere un articolo per essere legittimamente venduto online? Quali sono le caratteristiche di contenuto e di qualità dei tutorial a pagamento? Cosa ho imparato in questi anni che mi ha permesso di avere un blog a pagamento di grande successo? È ciò di cui si parla in questo tutorial.
Prezzo: €12.00
  • stella

    è molto utile! Anche a chi non è webdesigner…la tara del prezzo basso, nell’illusione di farsi conoscere e di avere più clienti, affligge molti giovani professionisti. Sono molto d’accordo con “l’esecutore di concetto”, tanti sono bravi nel proprio campo, perché hanno competenze tecniche, quindi “a domanda rispondono”, senza però analizzare i veri bisogni, le vere funzioni e i veri obiettivi del cliente, che sono poi quelli di fare profitto!

    • Anonimo

      Condivido, Stella.
      ciascuno diventi imprenditore di se stesso, offra soluzioni, idee, spunti di crescita. Ciascuno faccia questo per creare valore, come se fosse l’ultima cosa che può fare su questa terra. Lasci il segno della sua opera… e non ci sarà prezzo per questo.

  • Brenzone Umberto

    Ciao Carlo e complimenti, ho trovato davvero stupendo e pieno di spunti interessanti il tuo report, sia per chi è Web Designer sia per chi non lo è.
    Mi sono ritrovato soprattutto in un punto e ho capito ancora di più che c’è qualcosa dentro me che devo cambiare; ho detto volontariamente dentro me anzichè nel mio business perchè sono convinto che la seconda cosa dipenda direttamente dalla prima.
    Il punto in questione è che preferisco aiutare le persone piuttosto che farmi pagare per l’aiuto che offro.
    Un atteggiamento del genere va benissimo per fare volontariato ma è sbagliatissimo per fare business e questo è il mio più grande problema.
    Ho creato da diversi mesi un blog con lo scopo di trasformarlo in un’attività molto redditizia e lo potrei tranquillamente fare fin da subito; l’unico ostacolo è proprio il voler dare qualcosa di mio agli altri senza chiedere soldi in cambio, come se avessi quasi paura nel chiedere denaro o se sottovalutassi il mio lavoro e la mia competenza.
    Grazie ancora per questo regalo Carlo e complimenti sinceri.

    • Anonimo

      Eh già… è il problema di molti. Ma il business offre due sole alternative: o lo si fa o non lo si fa. L’obiettivo del business dovrebbe venire affiancato e non sostituito a quello di migliorare il mondo. Si può aiutare gli altri e anche farsi riconoscere il giusto valore.
      Grazie per i tuoi complimenti.

  • Anonimo

    Forse, e dico solo forse, la qualità è il minimo che ci si aspetta, vista la concorrenza. Non avrebbe senso scendere in campo senza qualità. Quindi, penso, che la qualità non faccia più, da sola, la differenza. Serve la genialità, la soluzione innovativa che trasforma chi la riceve. Non è facile? Lo so! Ma una cosa è certa, mentre il potenziale acquirente ti fa il discorso dei 150 mila euro, poi ci sono milioni di persone che comprano l’iPad al suo primo giorno di lancio. Come mai?

    • Alessio

      E’ molto stimolante questo post per cui rilancio: non pensi che la “credibilità” e l’”autorità” siano conquiste da fare giorno per giorno, magari all’inizio prendendo “tutto” e poi, ma solo poi, cominciare a fare la cosiddetta selezione? Uno dei miei migliori amici è avvocato e all’inizio prendeva qualunque incarico.. oggi i casi se li sceglie molto accuratamente; lavora poco e guadagna molto e il più delle volte sceglie casi stragiudiziali (recupero crediti, ecc., oggi, poi, una vera MANNA).

      Sparare subito alto quando ancora “non sei nessuno” non credi sia un suicidio professionale?

      Io, ad esempio, come ti ho raccontato, ho accettato l’incarico di quel negozio di camicie al centro di Roma ad un prezzo davvero stracciato con la speranza che, una volta inserito quel negozio così prestigioso nel mio portfolio di siti web realizzati, avrò l’”autorità” per dire al prossimo cliente: “bello, i miei siti sono questi, Tizio, Caio e Sempronio (si, proprio QUEL SEMPRONIO).. se vuoi avvalerti della mia consulenza questo è il prezzo”.. ma solo allora potrò permetterti di fare un discorso simile. E’ sbagliato come ragionamento?

      Il tuo essere stato pubblicato su Milionarie ti ha conferito una livrea di credibilità ed un’autorità che giustamente oggi puoi rivenderti a peso d’oro. Il prezzo per una tua membership si è adeguato a questa crescita, e l’adeguamento non è avvenuto nei primi mesi di vita di lavoro-casa.org.
      CIAO!
      Ale

      • Anonimo

        Eh già, è davvero stimolante.

        Si, la credibilità è una conquista da fare giorno dopo giorno. L’autorità, non saprei. La vedo come una specie in via di estinzione. È un valore di altri tempi, un relitto del passato che molti di noi si portano dietro, salvo poi accorgersi che anche il blogger più sconosciuto della rete può mettere in difficoltà i cosiddetti personaggi autorevoli.

        Se la credibilità, come dici tu (e anche io), si conquista giorno per giorno, l’autorità – forse – te la devi costruire ogni volta da zero. Nessuno più campa di autorità passiva come fosse una rendita.
        In quest’ottica, credo che la scelta migliore sia quella di “farsi strada” con un tariffario ragionevole, che non spari alto per posizione ideologica, ma che non svilisca il tuo lavoro e la tua professionalità. E condivido che sia anche ragionato, oltre che ragionevole, perché la credibilità – abbiamo detto – si costruisce un passo alla volta, ed è bene che il prezzo faccia parte di una strategia complessiva di crescita.

        Ma è proprio in questo delicato meccanismo del ragionevole e del ragionato che bisogna tenere il controllo (saldo) del proprio posizionamento. Il rischio è che possa prevalere la paura alla strategia. E se questo succede, il prezzo non è più parte di un disegno, ma mera reazione istintuale, subordinazione contrattuale al potere dei numeri, della sicurezza, del senso di impegno lavorativo.

        Il tuo ragionamento non è sbagliato. Anche io l’ho fatto con la mia vecchia professione. Mi dicevo: l’anno prossimo aumento. Poi i clienti non accettavano la cosa e minacciavano di cambiare studio. Ed io soccombevo. E così sono andato avanti per 12 anni, oramai vittima di un mercato nel quale mi ero calato con l’illusione di poter controllare i processi.

        Riguardo a me, Millionaire e tutto quello che generosamente hai scritto, lasciami dire che la tua stima mi onora, ma io non sono proprio nessuno. E non lo dico per finta immodestia. Lo dico perché ogni giorno leggo articoli, libri o scopro risorse e creazioni di gente straordinaria, ragazzi poco più che ventenni che stanno cambiando il mondo. Io ho paura solo di una cosa, Alessio, ho paura di allontanarmi troppo dai giovani e di non riuscire più a capirli. Speriamo che questo non succeda mai.

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