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I tuoi pensieri e il mondo che ti circonda

Quante volte mi hai sentito dire che se fai quello che hai sempre fatto ottieni quello che hai sempre ottenuto? E che per ottenere risultati diversi devi fare cose diverse? L’avrò scritto centinaia di volte.

Molti subiscono di questa frase il fascino lessicale e proverbiale del momento, ma non riescono ad accoglierne il contenuto. Hanno il cuore chiuso. Sono spaventati dall’idea di cambiare. Insomma… una cosa è dirlo, un’altra cosa è farlo!


Ma cosa significa cambiare?

Io, per esempio, nel 2007 ho chiuso ex abrupto il mio studio di consulenza del lavoro (con conseguente cancellazione dall’ordine professionale) per dedicarmi esclusivamente al blogging business. Da sottolineare il fatto che insieme alla chiusura dello studio ho mandato a casa (e non ceduto a colleghi) quasi 100 aziende, un pacchetto clienti di tutto rispetto che difficilmente altri avrebbero mollato per lanciarsi in un’avventura incerta.

Ma l’ho fatto. Incosciente? Forse! Dipende dai punti di vista. Di certo, quello che ho e quello che sono oggi non lo cambierei per niente al mondo con ciò che avevo e con ciò che ero prima. Non è solo una questione di guadagni, sia chiaro, ma anche di qualità di vita e di lavoro, o di lavoro che diventa vita e genera guadagni per il fatto stesso di vivere. Forse è complicato da spiegare. E’ più facile farlo. E’ più facile vivere.

Ma il punto è un altro. Dopo 4 anni di blogging business, in cui credo di avere raggiunto obiettivi di tutto rispetto, mi è successo di sentire il bisogno di cambiare nuovamente.

Le aziende in Italia (compresi gli studi professionali) che cercano di fare business online sono al 30% delle loro potenzialità. Spendono soldi per campagne pubblicitarie che quasi sempre finiscono male. E non è un caso che Google stia inviando a tutti gli inserzionisti un buono AdWords, proprio per frenare la fuga, perché sembra che ci sia un disamoramento progressivo verso lo strumento degli annunci.

La comunicazione dei siti è a un livello imbarazzante. E’ una specie di via di mezzo tra il linguaggio ingessato dei burocrati del business tradizionale e quello di tipo friendly che viene gridato confusamente sui social media. A peggiorare le cose, poi, ci si è messo il linguaggio dei marketer fai-da-te, quello che è partito dal modello iperbolico in stile televenditore Roberto Da Crema, per finire alla riproduzione in serie di formule scopiazzate ad capocchiam e infilate ovunque.

Dell’usabilità, della grafica e del codice è meglio non parlarne proprio, perché se Jeffrey Zeldman, uno tra i maggiori esperti internazionali sugli standard web, ha scritto che il 99,9% dei siti web è obsoleto, risulta faticoso fare un elenco esaustivo delle maggiori criticità. Ovviamente, non serve leggere i libri di Zeldman per vedere quello che c’è in giro.

Insomma, è vero che ci sono migliaia di agenzie web, ma se questi sono i risultati – mi sono detto – qui c’è lavoro per molti anni.

Cdc Project nasce da questa valutazione. C’è bisogno di modernizzare tutto, dalle strutture al marketing alla creatività nel business. Ed è successo. Incredibile. Un nuovo cambiamento nella mia vita. Lancio del progetto, dozzine di richieste di preventivo e 5 contratti chiusi in due settimane.

Ora, però, arriva il bello. I nuovi clienti sono aziende con esperienze e network diversi. Parlare con loro significa prima di tutto mettersi in sintonia, quindi, assumere un punto di vista sinergico, ma diverso dal solito. Nuovi spunti, nuovi settori, nuovi pensieri. In definitiva, un nuovo mondo ricco di opportunità. E non mi riferisco, evidentemente, alle prevedibili conseguenze del lancio di Cdc Project. Non avevo dubbi che la mia offerta potesse avere un certo impatto sulle persone che mi seguono (anche se è stato curioso veder saltare fuori nomi di iscritti che non conoscevo e che hanno deciso di fare un passo avanti proprio in occasione del lancio dei miei servizi web).

Ciò a cui mi riferisco, quando parlo di opportunità, è l’immensa, sterminata, fucina di idee e iniziative a cui si può accedere solo cambiando modo di vedere e, quindi, di pensare.

Allora, è proprio il caso di dire che se fai quello che hai sempre fatto, ottieni quello che hai sempre ottenuto.


Noi siamo quello che pensiamo

E il  mondo che ci circonda (le occasioni, i contatti, le amicizie e tutto il resto) è l’ipostatizzazione perfetta dei nostri pensieri.

Prova a cambiare. Provaci realmente. E cambieranno i tuoi pensieri. Cambieranno le persone, le opportunità, la vita. Tutto il tuo mondo cambierà di conseguenza.

Carlo D'Angiò

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  • http://www.helpaziende.com Vincenzo Arena

    Condivido, ho avuto una esperienza molto simile, nel 2002 ho chiuso la mia azienda e ho ripreso in mano i libri per rigenerarmi in una professione inedita. Il rischio più grande secondo me è fermare il cambiamento, come lei dice in modo chiaro. Il cambiamento deve continuare, il cambiamento è evoluzione anche quando si commettono errori. Vincenzo Arena

  • http://www.disabili-lavoro-casa.it Marco Guglielmetti

    Ciao Carlo,

    concordo con te, inoltre sono convinto tu abbia fatto una scelta eccezionale!

    Le aziende si butteranno sempre più sul Web e non sanno da che parte girarsi..Quelle che già ci sono effettivamente sono una totale lacuna.

    Hanno bisogno di gente competente che dia loro risultati in questo continuo cambiamento.

    Riguardo allo spunto del post: io sto facendo i miei passi e i risultati ci saranno. Magari non sul piano economico ma, come sai, ognuno ha le sue priorità e idee sui risultati, sul successo..

    A presto ;)

    P.S.: so che non ti interessa, ma che roba doversi loggare per commentare! :)

  • http://www.lavoro-casa.org Carlo D’Angiò

    @ Marco Guglielmetti

    so che non ti interessa, ma che roba doversi loggare per commentare!

    In realtà, è già da un pò di tempo che ho tolto l’obbligo di loggarsi per commentare. Fammi sapere. Dovresti poter commentare senza loggarti.

    PS: non è vero che non mi interessa. Mi interessa e come!!!
    PPS: grazie per il tuo feedback.

  • http://www.gamu.it/momentonetwork.html M M

    Hai regione Carlo, si può commentare senza loggarsi solo che appare la scritta in rosso (devi essere loggato) che credo vanifichi il tutto.

  • http://www.disabili-lavoro-casa.it Marco Guglielmetti

    Ciao Carlo,

    ho provato ma, a me, chiede il login.
    Evidentemente ha capito il soggetto…

    A parte gli scherzi verifica.;)

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