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L’anti-facebook e il bisogno di tornare alle cose serie

Diciamo la verità, Facebook è la più grande cagata di tutti i tempi. Quella che doveva essere una rubrica elettronica di giovani studenti universitari, è rimasta sostanzialmente una rubrica di contatti, magari molto estesa rispetto alle origini. Ma nulla di più. Anche perché non è mai riuscito a darsi un tono, a rimodulare la motivazione dei suoi navigatori. Ci ha provato e ci sta provando ancora a cambiare le cose. Ed è per questo che i formatori e le aziende – non si sa mai – tengono sempre un profilo aperto. Tuttavia, le persone che lo popolano non aggiungono alcun tipo di valore né ai singoli, né alle organizzazioni e neppure all’economia complessiva del sistema.

Facebook è semplicemente un network passatempo. Le questioni serie vengono affrontate altrove. E’ vero, c’è chi non ha altri luoghi di frequentazione e passa molte ore solo su Facebook. Ma chi lo dice che tutti hanno da affrontare questioni serie? C’è gente che cazzeggia 24 ore su 24 con o senza Facebook.

Lo sanno bene quelli che hanno lavorato nel network. Infatti, Charlie Cheever (ex manager e ingegnere di Facebook) e Adam D’Angelo (ex CTO Facebook), svincolati dal contratto, non hanno perso tempo, sviluppando l’Anti-Facebook, un sistema potentissimo completamente opposto a quello di Mark Zuckerberg. Si chiama Quora ed è un social finalizzato alla condivisione della conoscenza, fatto di domande e risposte su argomenti vari, dove (a quanto pare) si può accedere solo su invito.

Da quello che ho letto in giro, ci sono già 500 mila utenti che fanno parte del social e collaborano in modo intelligente per aggiungere conoscenza alla conoscenza.

Come è scritto nella pagina about, tutto il sistema Quora è legato alla persona, che usa il suo vero nome, con immagini e profilo dettagliato. Questo è importante, perché chi legge deve capire quanto è credibile chi offre le risposte.

For example, if Michael Jordan gives an answer to a question about basketball, that means something really different from someone who has never played the game giving an answer.

Se Michael Jordan risponde a domande sul basket, è evidente che le sue risposte hanno una valore diverso da quelle offerte da persone che non hanno esperienza con il basket.

Fantastico! Riesci a vedere il livello di approfondimento che si può raggiungere in questo modo?

Insomma, si può cincischiare su Facebook tutto il tempo che vogliamo. Ma prima o poi riemerge il bisogno di occuparsi delle cose serie. E quelli di Quora l’hanno capito bene.

Carlo D'Angiò

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  • http://www.ladyvalkan.com/ Ladyvalkan

    Condivido sicuramente ciò che dici su Facebook, che tanti guru dipingono come una grande opportunità per fare business e invece, oltretutto, col tempo è peggiorato sempre di più limitando di fatto questa possibilità da parte di chi vuole farne un uso diverso da quello disimpegnato e per il tempo libero e incoraggiando lo spam da parte di applicazioni su fattorie e gestione di città virtuali varie. :D

    Curiosamente, proprio qualche giorno prima che tu postassi questo articolo, navigando mi sono imbattuta in un interessante incrocio tra questo Quora a cui puoi accedere solo su invito e Twitter: il sito in questione si chiama Formspring, ecco il link, ma forse lo conoscevi già:

    http://www.formspring.me

    Non è proprio la stessa cosa, poichè è accessibile anche senza invito e il profilo e il meccanismo di “follow” (cioè segui le altre persone) sono davvero molto simili a quelli di twitter.
    Credo che anche questo, se usato nel modo giusto, possa essere un ottimo strumento di condivisione della conoscenza, meno articolato di Quora magari ma più immediato e accessibile a più utenti. Al limite possono essere usati entrambi contemporaneamente.
    Spero possa essere utile questo link… alla prossima, un salutone a tutti!

    Lady

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