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Chi è generoso, vince!

In varie occasioni, proprio qui su lavoro-casa, abbiamo cercato di far passare il principio della generosità come prerequisito per accedere al successo che deriva dai grandi numeri. Dare per avere, abbiamo detto. Condividere, informare, aiutare gli altri a fare meglio qualcosa nella vita. In una parola, donare.

Ma le persone non riescono a comprendere questo meccanismo, perché sono plagiate dal sistema in cui sono cresciute, dall’educazione speculativa e sindacalista che vuole un contratto collettivo per tutto quello che facciamo. Se non ci guadagno, non faccio nulla. Se non sono garantito, non muovo un dito. Se non mi fanno un contratto, non li aiuto.

Il risultato di questo modo di pensare è sotto gli occhi di tutti. Stanno crollando i sistemi mondiali, uno dietro l’altro. Colpa della speculazione? Della moneta? Della Cina? Io credo che si debba partire dalla famiglia e dalla scuola, che si debba ripensare ai valori da condividere e al sistema complessivo di forgiatura della nuova classe produttiva. Ma questo è un altro discorso, che per il momento (e solo per il momento) mettiamo da parte.

Torniamo alla generosità. Nessuno fa niente per niente. Cosa c’è di strano? Non è forse normale? Forse lo è, quando non avanzi pretese verso gli altri, quando vivi in un mondo isolato (buono o cattivo, non importa), senza aspettarti nulla dai consociati. Ma questo non è pensabile. L’uomo è un animale sociale, fatto per vivere insieme agli altri. E benché ci siano delle regole anche per favorire lo scambio e i mercati, il dono fa parte della sua natura.

L’uomo nasce con la capacità di amare, di provare sentimenti, di sacrificare se stesso per i suoi cari, e quindi di donare. Il gesto del dono gli appartiene dalla nascita. E allora perché è così difficile compierlo? Perché i govani aspiranti entrepreneurs del web commettono l’errore di nutrire aspettative di guadagno prima ancora di avere dato?

Il dono è amore, ma è tale quando aiuta, quando produce un cambiamento favorevole nella vita degli altri. Se un lettore invoca il tuo aiuto per email e lo ottiene con una risposta sincera, questo è donare. Se il tuo vicino di casa ha bisogno di una spintarella alla macchina per farla partire, e la ottiene grazie al tuo aiuto, questo è donare. Se una commessa stressata sbaglia i conti e ha bisogno di più tempo per rifarli, e l’ottiene grazie alla tua comprensione e disponibilità, questo è donare.

I doni sono piccoli e grandi. E sono ugualmente utili alla crescita del sistema di valori della società.

Lo so, è difficile essere generosi quando si ha fame. Ma essere generosi impedisce di diventare affamati. E’ questo che bisogna capire. La ricchezza dell’uomo è direttamente proporzionata alla sua generosità. Ci si può non credere a questa affermazione, anche perché siamo stati abituati a pensare al guadagno in termini di rapporto tra il tempo e lo sforzo profusi e la paga corrispondente. E questo non ci fa vedere la ricchezza nella giusta prospettiva.

Ci sono uomini ricchi che non meritano tanto benessere. E’ vero!  Ci sono uomini ricchi che fanno del male, che infrangono le regole, che non aiutano gli altri. Anche questo è vero. Ma la scelta di vivere fuori legge implica l’insana decisione di aggredire le condizioni di esistenza, di conservazione e sviluppo di una società e, quindi, di violentare il sistema, qualunque esso sia.

Noi invece stiamo parlando di un tipo di ricchezza compatibile con la natura umana, che è quella di vivere insieme agli altri e, quindi, di convivere. Noi vogliamo migliorare il sistema, contribuire alla sua crescita e alla diffusione di nuove specifiche morali e di comportamento. E, se è necessario, contrastare il procastinarsi di valori anacronistici e antieconomici che non sono più di alcuna utilità alle persone e alla società in cui viviamo.

Insomma, c’è una sola parola per dare il senso di tutto questo, ed è la parola donare. Chi dona è compatibile con la crescita dei livelli di benessere individuali e collettivi, chi non dona, non lo è!


Case History: Your Inspiration Web

Per far capire meglio di cosa sto parlando, ho scelto un caso di studio molto interessante che dimostra in modo inequivocabile quanto sia potente il gesto del dono.

Sto parlando di Your Inspiration Web e del suo fondatore Nando Pappalardo. Insieme a Nando ci sono tante persone fantastiche che portano avanti questo progetto con grande passione e professionalità, come la sua partner Sara Presenti, e poi ancora Maurizio Tarchini, Giustino Borzacchiello, Anna Pallotti e tanti, tanti, ma davvero tanti altri ancora. Per sapere chi sono e quanti sono, conviene visitare questa pagina.

Cos’è Your Inspiration Web? E’ un sito che si occupa di Web Design, nato a fine aprile del 2009 con l’intento (esclusivo) di produrre una caterva sterminata di materiale di altissima qualità da condividere gratuitamente sul web. In altre parole, Nando e i suoi amici hanno messo in piedi un progetto strepitoso. Sono bravi (e non a caso producono template per Themeforest del gruppo Envato già da qualche anno) e sono generosi.

Il risultato è stato scioccante: 2.000 visite al giorno, più di 4.000 iscritti alla newsletter (lanciata a maggio 2010), 1.600 fan di Facebook e 1.500 follower su Twitter. Tutto questo in meno di 2 anni.

Alla base, una sola, spontanea strategia: donare. Donare al web, agli amici del web, tutto ciò che loro sanno fare bene. E, come se non bastasse, a luglio del 2010 si sono riuniti e si sono detti: ragazzi, possiamo fare di più. Ottimo. Cosa facciamo? Idea luminosa: una rivista stratosferica di web design che possa soddisfare il bisogno di informazione (ma anche quello di formazione) di tutti coloro che vogliono crescere in quest’ambito e, perché no, provare a farne un lavoro dignitoso e appagante.

Così è nata Your Inspiration Magazine, una rivista in PDF che a oggi ha generato più di 15.000 download.

Ma non è finita qui. La malattia del dono che ha colpito Nando e Sara è davvero irreversibile. Infatti, hanno scritto anche un libro (eBook)  dal titolo “Guida alla realizzazione di un sito dalla A alla Z“. L’ho letto ed ho seguito i video tutorial che sono richiamati dall’eBook. Un vero capolavoro. E pensare che lo danno gratis a coloro che si iscrivono alla newsletter del sito.

Lo consiglio a tutti quelli che cercano di proporsi online, ma lo fanno con pagine orripilanti. Questo ebook può aiutare molto.

Nella chiacchierata che ci siamo fatti su Skype, Nando mi ha confidato un piccolo segreto: sta per arrivare un nuovo progetto. Si tratta di video training sul web design. Visto quello che hanno realizzato fino a oggi, non mi è difficile immaginare la grande qualità di contenuto di questi nuovi prodotti.  Secondo me, spaccano tutto. Ma non posso dirvi altro. Ho promesso di non farlo.


Che cosa significa donare

Seth Godin parla di cerchia del sistema dono. Ne distingue tre:

1. quella degli amici e della famiglia
2. quella del mercato
3. quella di Internet

Nella prima, il gesto del dono si compie in modo autentico. Se qualcuno dei tuoi amici, per esempio, viene a cena da te, certamente non gli chiedi il conto. Il pasto è un dono. Se un tuo familiare ti chiede un consiglio che tu puoi dare magnificamente, perché si tratta di un settore che conosci per lavoro, non gli chiedi il conto. E’ un dono.

Nella seconda c’è il mercato, ovvero, le persone che comprano e quelle che vendono. Chiunque ti chiede qualcosa, tu non la regali, perché la vendi. Si paga la consulenza, l’assistenza, il prodotto, la newsletter etc..

Nella terza c’è Internet. Il che significa che c’è la tua community, la tua comitiva, quel gruppo enorme di persone che ha deciso di seguirti perché sei generoso, proprio come Nando Pappalardo lo è stato con la sua tribù di Your Inspiration Web.

Ecco cosa significa donare. Ecco cosa significa donarsi.


Come imparare a donare

E’ facile. Se fai come ti dico è veramente facile.

Allora, comincia dal presupposto che il dono arricchisce prima di tutto te stesso, e poi gli altri. Entra nell’ottica che donare è un gesto di crescita. Più doni, più sei generoso, più diventi grande come uomo, come parte di un gruppo che percepisce la tua luminosa presenza.

Il secondo passo è pratico. Offri più di quello che ti è dovuto. Se vendi un libro, consegnane due, oppure un libro e un audio o ancora un libro e un tutorial video. Se scrivi un articolo, non limitarti a riportare i dati, ma mettici te stesso. Sviluppa le tue opinioni, sii leale e onesto. Già questo è un dono. Se ci impieghi due ore, usane tre o quattro per fare un ottimo lavoro, per lasciare il segno del tuo impegno sull’argomento. Trova immagini, feedback, riferimenti bibliografici che possano utilmente arricchire la tua offerta.

Sii generoso. Perchè chi è generoso vince sempre.

PS: a proposito di generosità, se ti iscrivi ai feed RSS , questa settimana puoi avere in omaggio uno dei tutorial più richiesti della membership . Sto parlando di«Come acquisire una forte credibilità per creare contenuti da vendere online». La settimana prossima cambia. Ne arriva uno strepitosissimo. Ma questo potrai averlo solo questa settimana. A meno che tu non decida di entrare nella membership .

Carlo D'Angiò

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    Il più bell’articolo che ho letto su Internet da molto tempo a questa parte.

  • http://www.rimedi-naturali.eu Franco Di Pasquale

    Sono pienamente in sintonia con Te, Carlo! e sto cercando di metterlo in pratica offrendo consigli sullo stile di vita e rimedi naturali sul mio blog http://www.rimedi-naturali.eu

  • palmy69

    Carissimo Carlo.. Mi mette un po’ paura il case history che hai analizzato. Non vorrei che anche sul web si verificasse la legge di Newton per la quale ciò che ha massa maggiore fagocita le masse più piccole, che non possono far altro se non cadere come meteore sulla superficie della massa più grande.. è successo così per i cinema (oggi, almeno a Roma, non esiste più un cinema di una certa importanza che NON sia multisala), è successo per i grandi centri commerciali (IKEA, Leroy Merlin), è successo per i supermercati: la PIM, il Carrefour, ecc. hanno cannibalizzato il piccolo norcino, il pizzicagnolo della porta accanto che negli anni ’80 ci portava a casa il pane e la frutta (perché aveva un po’ di tutto).. Non mi piacerebbe scoprire che anche nel business online se si è da soli e non ci si aggrega formando una grande “alleanza di cervelli” (tanto per usare le parole di Napoleon Hill) si è destinati all’estinzione.. Per un “solista” come il sottoscritto (che odia gerarchie, sale riunioni, briefing ed altri termini “aziendalesi”) sarebbe un’amara constatazione. Perché non analizzi anche altri casi di persone che DA SOLE (e continuando a lavorare autonomamente) ce la stanno facendo? Ecco, mi piacerebbe che il prossimo case history fosse quello di Don Mc Allister (http://www.screencastsonline.com), che ha fatto dei videotutorial di software ed hardware su piattaforma Mac la sua nicchia dove regna (abbastanza) incontrastato. E’ un esempio (assieme AL TUO, ovviamente) al quale mi sono ispirato da tempo e che mi convince del fatto che se si ha una buona idea, se si propongono contenuti di valore con costanza ed assiduità, è indifferente il numero di teste che ruota intorno al progetto. Il successo è scontato.
    CIAO!!!!
    Ale

  • http://www.lavoro-casa.org Carlo D’Angiò

    @ palmy69
    Brontolone che non sei altro, comm’aggia fa’ cu te!? L’oggetto dell’articolo era e rimane la capacità di donare, non la differenza tra il team e i solisti. Anche perché tu sai bene che io sono un solista. Magari farò come dici tu: prenderò altri casi di studio in futuro. Ma in questa circostanza mi è sembrato doveroso parlare di una realtà che sta avendo successo. So’ bravi e so’ generosi. Il 90% di chi si propone online non ha insieme le due caratteristiche.

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