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[Lettera aperta] Appello ai grandi del web italiano

Cari amici blogger, formatori, infomarketer, editori, operatori e sostenitori del nuovo mercato digitale e di questa strabiliante realtà chiamata internet, ho deciso di rivolgere a voi, protagonisti del cambiamento, un invito a riflettere responsabilmente sull’opportunità di assumere tutti insieme un ruolo più propulsivo e organizzato per la crescita economica e culturale del nostro Paese.

Mi rendo conto che questo tipo di linguaggio non ci appartiene. Noi siamo pratici e diretti. Senza fronzoli. Usiamo il web per comunicare con la gente vera che ha bisogni concreti. E non per seguire protocolli mediatici di tipo politico-propagandistico. Ma qui non si tratta di fronzoli, piuttosto di precisione e accortezza linguistica, poiché lo scopo di questa missiva è quello di arrivare a costruire un progetto comune che dia peso e legittimità sociale al nostro lavoro e ci permetta di contribuire al miglioramento dell’economia nazionale.

Siamo i protagonisti di un nuovo modo di intendere lo scambio e la crescita, di una cultura moderna che ancora non trova riscontro negli apparati di tipo tradizionale. Siamo quelli che possono dare un punto di vista rivelatore sulle cose. Possiamo fare la differenza. Ma c’è bisogno di uno sforzo in più, di un impegno che vada oltre gli obiettivi personali di fatturato, fino a creare i presupposti di una condivisione fortissima delle idee, delle opportunità e degli strumenti di internet.

La scuola italiana, e con essa tutte le istituzioni a cui fa riferimento la “persona” prima, durante e dopo l’inserimento nel mondo del lavoro, non è oggettivamente in grado di formare una classe dirigente che sappia essere competitiva sui nuovi mercati.

La politica è allo sbando, e non manifesta alcuna sensibilità verso quelle soluzioni che per noi sono scontate, naturali, lapalissiane. Siamo nell’era dell’informazione digitale, dove tutto passa attraverso i motori di ricerca, ma quante persone in Italia lo sanno? Perché gli utilizzatori del web sono meno del 20% della popolazione? A chi giova nascondere una realtà strepitosa come quella di internet?

Non è colpa dei “cittadini” se i modelli proposti dalla televisione e dalla politica sono solo quelli del grande fratello e della monnezza di Napoli. Non è colpa dei cittadini se i palinsesti dell’informazione giornalistica fanno luce solo sulle nefandezze di un sistema che non ci appartiene. Tra le escort di Villa Certosa, da un lato, e i lavoratori extracomunitari sulle gru, dall’altro, esiste una realtà di mezzo, diversa, ignorata, oscurata dalla perversione mediatica, dove piccole donne e piccoli uomini producono ricchezza e benessere nel silenzio stampa più assoluto.

Ci siamo mai chiesti quale dirompenza potrebbe avere l’effetto di una campagna televisiva sulle opportunità del web? Oppure, quello che potrebbe succedere se Porta a Porta, Matrix, Anno Zero, Ballarò e tutti gli altri parlassero una volta al mese di quegli sconosciuti entrepreneurs che da soli – e senza chiedere soldi allo Stato, come fanno le testate giornalistiche – creano indotto, flussi monetari e indipendenza economica? Quanti milioni di telespettatori passerebbero all’azione dopo aver visto un programma che racconta la storia della signora della porta accanto che con un blog e un po’ di fantasia incassa ogni mese 2/3 mila euro senza muoversi da casa? Non sarebbe utile proporre alla gente modelli nuovi, da cui trarre spunto per mettere mano alla costruzione del proprio futuro?

Questo è il nostro mondo, cari colleghi, un mondo di talentuosi che creano valore senza inquinare, sporcare o fare rumore, e senza dipendere dall’iniziativa e dai tempi di altri soggetti (politici, economici e istituzionali).

Internet non è più solo un vezzo di metodo di chi ama la tecnologia. Internet rappresenta il collante della crescita collettiva, ciò che trasforma la massa enorme delle informazioni utili in un sistema di fruizione rapida ed efficace. Internet è la contestualizzazione dei bisogni e del benessere. È la risposta biblica alle domande dell’uomo.

Noi lo sappiamo. Ma siamo pochi. E questo non ci permette di competere significativamente con i nostri colleghi d’oltreoceano.

Larry Page e Sergey Brin di Google, Mark Zuckerberg di Facebook, Matt Mullenweg di WordPress, Seth Godin di Squidoo, Jimbo Wales di Wikipedia (sono solo i nomi più noti) e altri magnifici personaggi del web stanno cambiando il mondo alla velocità della luce; mentre noi italiani dobbiamo fare i conti con il mercatino delle pulci.

Abbiamo il limite della lingua, è vero. Ma è il male minore, perché se ci viene preclusa la possibilità di arrivare a un’utenza 4 volte superiore è solo per una questione culturale. L’Italia non conosce il web. E tra quelli che lo usano, solo una piccola parte si è accorta di poterlo impiegare come strumento di crescita.

Noi dobbiamo affrontare questi problemi per dare a tutti la possibilità di vivere meglio, di usare la tecnologia informatica, perché è una tecnologia ecologica, salutare, che aiuta le persone a stare bene. Lo dobbiamo fare perché noi siamo la generazione del win-win. Se vincono gli altri vinciamo anche noi. È questa la filosofia delle nostre pagine di vendita. Ora, però, è necessario che divenga la filosofia della nostra mission comune.

Allora lo chiedo a tutti voi, Giacomo Bruno, Italo Cillo, Marco De Veglia, Giulio Marsala, Italo Pentimalli, Robin Good, Roberto Re, Alfio Bardolla, Livio Sgarbi, Luigi Di Salvo, Debora Conti, Giorgio Taverniti, Enrico Madrigrano, Davide Pozzi, Luisa Carrada … e poi ancora, Alex Billico, Josè Scafarelli, Gennaro Romagnoli, Daniele D’Ausilio, Daniele Penna, Daniele Bogiatto, Matteo Salvo, Max Formisano e tutti quelli che non conosco o che in questo momento non mi vengono in mente (non me ne voglia nessuno), lo chiedo a voi: date un cenno di assenso a questa iniziativa e insieme possiamo costruire un progetto olistico che ci rappresenti degnamente, che ci fortifichi agli occhi della pubblica opinione e faccia di noi una voce organizzata e importante nel panorama socio-economico nazionale.

L’Italia ha bisogno di sapere quello che non sa. Noi, insieme, possiamo fare la differenza. Mettiamo da parte per un attimo soltanto la nostra visione del business online, i nostri obiettivi, le strade che stiamo percorrendo separatamente, e facciamo qualcosa di più grande per tutti, per gli altri e per noi stessi. Insieme possiamo farcela. Abbiamo le capacità di creare dal basso un organismo rappresentativo di rilevanza nazionale e internazionale.

Io sono pronto a dare il mio contributo, a fare la mia parte. E se anche voi, come me, sentite l’energia di questo progetto portentoso, allora chiamatemi, scrivetemi, lasciate un commento, fate come volete, ma sediamoci intorno a un tavolo e facciamo nascere ciò di cui l’Italia ha veramente bisogno: un’organizzazione che faccia entrare il web in tutte le case e in tutti gli uffici della nazione.

Forse alcuni non sentiranno le stesse vibrazioni che mi hanno portato a scrivere questa lettera; forse alcuni si asterranno per ragioni personali, ideologiche, tecniche, professionali etc.. Forse alcuni preferiranno lasciare le cose come stanno. Ma io sono convinto che arrivi per tutti un momento nel quale bisogna fare i conti con la propria coscienza e assumersi l’onere di cedere una parte di sé a favore di un progetto più grande.

Farlo adesso significa fare leva sulla forza del gruppo e sul consenso virale dei nostri lettori. Diversamente, c’è solo il dissenso.

Io cerco il consenso. E voi?

Un saluto cordiale
Carlo D’Angiò

PS: chiunque voglia diffondere la notizia per sostenere l’iniziativa può farlo liberamente.

PPS: sicuramente avrò dimenticato molti nomi importanti del web italiano. Altri ancora probabilmente non li conosco. Per questo, non me ne voglia nessuno. Tutti, indipendentemente dall’elenco, sono invitati a partecipare.

Carlo D'Angiò

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    Veramente un bellissimo appello Carlo… spero davvero che più persone possibile vi rispondano positivamente!
    L’Italia, ora più che mai, ha bisogno di iniziative come questa che portino una boccata d’aria fresca sia al mondo del lavoro, ma anche a un nuovo modo di intenderlo come condivisione di esperienza, cultura e valori piuttosto come una gara a chi scavalca o calpesta di più il prossimo per raggiungere i propri obiettivi e aspirazioni.
    Un saluto a tutti.

  • billico

    Ciao Carlo ho letto con molto interesse il tuo appello e ti dico che ne stavo parlando proprio ieri sera con amici.

    Ieri sera sono stato a vedere “ The Social Network “ il film sui facebook, che a guardarlo ci fa capire come in questi ultimi anni personaggi grandi che hai citato sono riusciti a cambiare il mondo della comunicazione creando degli imperi a 9 zeri.

    I problemi che abbiamo in Italia sono sicuramente quelli che hai analizzato tu e poi ci sono altre considerazioni che io stesso ho fatto e cerco le soluzioni tutti i giorni, naturalmente unire le forze significherebbe almeno cercare di scavalcare quelle che tutti noi vediamo come montagne enormi e invalicabili.

    Sto parlando di cose molto importanti, la prima è che oltre ad esserci solo il 20% della popolazione che naviga in internet, in questa percentuale ci sono una quantità illimitata di persone che non sanno come usare questo strumento.

    La seconda è la cosa che ha sempre rallentato il mondo “La Paura” ed è ahimè visibile in tutto quello che ci propinano tutti i Media Tv radio e Stampa, vogliono incuterci paura, e vogliono far credere alle persone che lo Strumento Internet è pericoloso e non giova al mercato.

    Stanno togliendo la creatività a tutte le nuove generazioni e loro ahimè non hanno le forze per ribellarsi perchè inconsciamente non capiscono il male che stanno subendo

    L’Italia e i Media non si rendono conto che questo è il presente e può offrire migliaia di posti di lavoro, può offrire un cambiamento radicale e una crescita del pil pazzesco solo se si puntasse di più su una comunicazione adeguata e forte attraverso i Media Tradizionali e Non.

    La Terza è che in italia solamente il 15% della popolazione ha le carte di credito e non si fida di pagare online e questo determina naturalmente l’andamento del nostro mercato online ancora molto ristretto e pieno di timori da parte di tutti.

    Penso molto spesso che in america come in altri stati più del 70% delle persone che navigano in internet hanno la carta di credito e fanno davvero di tutto, basti pensare che la popolazione americana compra tutto con la carta di credito e non si uove nemmeno più da casa per fare la spesa la ordina online e gli arriva dopo un ora dall’ordine, è incerdibile ma è cosi.

    E che dire poi dei cellulari, addirittura dai telefonini possono acquistare di tutto perchè è collegata alla loro carta di credito, questo è il fatto in Italia siamo indietro almeno di 10 anni e credo che se nessuno fa nulla andremo ancora più indietro e nessuno riuscirà mai a capire la potenzialità di questo straordinario strumento che è internet.

    Se la comunicazione avvenisse e ci mettessimo tutti insieme per creare un qualcosa di innovativo e conoscitivo, ognuno nel suo ramo s’intende, sono convinto che anche noi potremmo avere personaggi come quelli americani e cambiare il mondo, abbiamo studenti meravigliosi, geni incompresi a casa che studiano e che nessuno ascolta, e questo peggiora la situazione.

    Sono altrettanto convinto che ci potrebbe essere anche in Italia un personaggio come quello di facebook e sono anche convinto che la storia che avrebbe da raccontare sarebbe molto più toccante e avvolgente.

    Invito tutti gli interpellati a rispondere in quanto colleghi di Business e Partner in lanci di prodotti digitali e non, e farò di più ne parlerò sui miei canali a disposizione rivolgendo l’appello a tutti quelli che vogliono cercare di mostrare questo mondo che è reale e da 4 anni si può toccare con mano, solo noi possiamo prendere le redini e far conoscere all’Italia e ai Media le sue potenzialità, è nostro dovere farlo e in breve tempo.

    Grazie Carlo.

    Resto in attesa dei vostri responsi.

    Buon Business

    Alex Billico.

  • Pingback: Tweets that mention [Lettera aperta] Appello ai grandi del web italiano | Lavoro Casa - Carlo D'Angiò Communication -- Topsy.com

  • b1e2t3t4a1

    Quanto hai ragione!
    Nel mio piccolo, ancora non sono riuscita ad orientarmi nel Web italiano.
    Imparo a lavorare poco a poco su Internet(devo fare i conti con famiglia e il mio lavoro di insegnante…e li faccio volentieri); imparo a lavorare poco a poco, dicevo, con il Web francofono (franco-canadese in particolare) che è anni luce più avanti di noi.
    Le iniziative sono fin troppe, si sa presto delle iniziative del mondo anglofono, le formazioni sono decine, spesso parzialmente gratuite (come in Italia), ma molto meno care che qui in Italia quando passi ad una formazione completa.
    La gente che ti contatta durante un Giveaway ( a proposito, PERCHE’ in Italia nessuno ne ha ancora tentato uno?!) è sia gente che lavora sul Web e che vuol sapere che esigenze o proposte hai tu,per quanto piccolo tu sia; oppure, ed è la maggior parte, è gente comune sparsa per il MONDO(Francia,Canada,Africa,Medio Oriente,Australia, eccetera.
    Per capirne la portata basta provare a partecipare ad uno solo dei Giveaway, proposti specialmente (al ritmo di parecchi al mese) in inglese e al ritmo di uno ogni qualche mese in francese). Qualche nome italiano c’è da tempo.

    A Milano (Milano!) invece, al massimo mi pare ci sia, tra la gente normale, qualcuno che fa acquisti sul Web, ma sono pochi; i giovani girano Facebook per ore abbastanza da allocchi e poi non sanno che non c’è solo lui; se gli dici di procurarsi un Molière da un sito di ebooks gratis, ti guardano come se tu stessi dicendo fesserie e non sanno cos’è un ebook, figuriamoci il resto.
    Poi, per contro, ci sono fior di siti di tutti i tipi, di privati, studiosi, professori, medici, ricercatori (e l’elenco non è certo finito) dal contenuto e dal valore eccellenti, che si conoscono tra loro e non arrivano mai alla gente.
    Per esempio (un esempio fra mille e neanche il più significativo) chi e quanti consultano il sito dei quotidiani italiani? E certamente potremmo andare avanti tanto ad elencare cose che il privato cittadino anglofono, francofono, ispanofono (anche asiatico,africano) fa con Internet, e che un Italiano non solo non sopetta nemmeno, ma soprattutto guarda (come diciamo ormai tutti) con sospetto.
    Certo! Facciamo qualcosa! Diamoci
    da fare tanto, dal basso e dal piccolo!
    Siamo più arretrati del terzo mondo.I miei alunni non hanno tutti un computer a casa, e dei pochi che l’hanno, ancor meno sono quelli che hanno una ADSL. Stanno adeguando anche la loro mentalità ai tagli alla cultura. Tagliano libri, giornali, PC, 20 euro al mese di ADSL…
    Diamoci da fare.
    Scusate lo sfogo.
    Elisabetta Furlan

  • http://www.lavoro-casa.org Carlo D’Angiò

    Sei la stessa Elisabetta che scrive libri sullo yoga?

  • http://www.seopoint.org/ pdellov

    Ottima idea Carlo,
    hai veramente centrato un problema (e un’idea) che secondo me in troppi sentivamo di avere qui in Italia, senza però tirarla fuori.
    Il web offre attualmente una quantità di opportunità di lavoro veramente enorme e la cosa qui in Italia non viene sfruttata.. le cose devono cambiare.
    Bella l’idea dell’organizzazione, la condivido in pieno… quindi, quando si parte?
    Bisogna diffondere la notizia, partire bene organizzati e arrivare in alto, anche sconfinando nei media tradizionali secondo me.. perché purtroppo la gente è ancorata a quelli.. Ognuno con la propria esperienza personale, per far capire alla gente che se hai voglia di fare.. sul web c’è veramente tanto spazio!
    Beh, allora fatemi sapere, io resto in attesa!
    Paolo Dello Vicario

  • http://www.lavoro-casa.org Carlo D’Angiò

    Sono contento Paolo che tu condivida. Aspettiamo che arrivi il sostegno anche degli altri. Poi prenderò l’incarico di raccoglierci tutti intorno a un tavolo. Speriamo bene.

  • http://www.fashion-books.net/ fashionbooks

    Quando dico che vendo i miei ebook di moda online tante persone si irrigidiscono, alcuni disprezzano il mio lavoro e cercano di demotivare quello che faccio in tutti i modi:
    Altri semplicemente mi liquidano dicendo:
    “sei troppo avanti per il mercato”
    Ma che cavolata pazzesca…noi Italiani siamo indietro alla pari del terzo mondo per via di lavoro online!
    In giro c’è tantissima disinformazione, pochissima elasticità mentale riguardo al business su Internet, ma sopratutto c’è paura verso le cose nuove.
    I miei coetanei si lamentano che fanno un lavoro che non li soddisfa più da un pezzo, prendono poco e lavorano tanto.
    Si lamentano in continuazione e pur avendo uno strumento come internet sottomano non tentano neanche di cambiare la loro situazione.
    Noi Italiani siamo pigri ma soprattutto siamo poco e male informati sulle opportunità di lavoro legate al net!
    Sono figlia della crisi e per non buttare fuori dalla finestra la mia professionalità mi sto inventando un lavoro che è possibile solo grazie al net!
    Tante volte ho sentito dire:
    “Questo sistema è un sistema di cacca, non lo cambieremo mai”
    Per me questa è solo una mentalità da perdente. Per vincere si deve pensare che il mare è fatto da tante gocce!
    Siamo un popolo di creativi per eccellenza, non possiamo continuare a buttare via il nostro talento facendoci scavalcare da tutti!
    Il sistema deve essere cambiato, goccia dopo goccia. Per il futuro delle generazioni che verranno.
    Io non ho peso come i grandi del ebusiness italiano ma posso dire che se queste persone non aderiscono, non sono così avanti come penso ma soprattutto sono vittime del classico concetto Italiano di sempre:
    “io mi curo solo del mio orticello”
    Aderiamo e cambiamo l’economia di questa vecchia e stanca Italia .
    ORA E’ IL MOMENTO DI AGIRE!!!

  • francesco79

    Ciao a tutti,volevo ringraziare carlo per questa lettera e queste parole che scuotono profondamente le fondamenta della nostra esistenza.Non sono un esperto web marketing,non ho un’attività on line conosco superficialmente l’argomento.Volevo però dire che l’idea è strabiliante assolutamente portentosa, inoltre il quadro descritto da carlo rispecchia esattamente la fotografia di un paese senza identità e senza voglia di riscattarsi e fare nulla per tirarsi fuori dalla melma nella quale è immerso,un paese dove la gente è ipnotizzata dalla paura e dalle cazzate che quattro stronzi dell’informazione continuano a proferire per fare il lavaggio del cervello ad un popolo che di materia grigia ne ha veramente poca. E’ la situazione di un paese dove i giovani sono solo spettatori di uno scenario,e non hanno assolutamente consapevolezza di quanto sta accadendo e con una profonda sfiducia verso tutto e tutti. Caro Carlo il tuo progetto è nobile il problema è che purtroppo non c’è la volontà da parte delle persone di rivolgersi ad un mercato innovativo perchè la gente non ha voglia di riscattarsi,la gente non ha voglia di prendersi la responsabilità della propria vita,la gente ama marcire nella merda (stiamo facendo la fine di india e pakistan);ama restare in questo stagno perchè cosi può accanirsi contro i politici,contro il sistema,può restare nella sua irresponsabilità nella sua ignoranza.Tirare fuori le palle come hai fatto tu, lasciare una professione avviata per testare un nuovo mercato che in italia non esisteva è privilegio solo di pochi….in italia siamo diventati i leader mondiali nel lamento neanche in africa e sud america la gente è cosi afflosciata parlo per esperienza non per sentito dire!!!
    Tuttavia non posso che ammirare apprezzare e sostenere il tuo progetto che sarà destinato a creare qualcosa di importante,l’idea è sicuramente molto valida e ambiziosa ma rappresenta sicuramente una strada nuova e diversa per un’economia ormai in crisi irreversibile e che è destinata a crollare definitivamente.

  • http://www.imparare-a-guadagnare.com Ernesto Carlo

    Fantastico Carlo!
    E’ una iniziativa incredibilmente importante che rischia di cambiare sensibilmente il nostro paese (e ce ne sarebbe tanto bisogno…).
    Ho pensato in altre occasioni a iniziative come questa ma un conto e dirlo e un conto é farlo…
    Io sono estremamente favorevole alla tua iniziativa e sarei orgoglioso di poter partecipare attivamente a questo movimento.
    Un caro saluto.

  • Marco De Veglia

    Devo fare una premessa: ho lasciato l’Italia un anno fa, ora vivo a New York.

    Continua a interessarmi lo sviluppo dell’Internet Money (come lo chiamo io) in Italia (e nel mondo) perche’ credo sia un grande modo per liberare le persone. Pero’ non sono piu’ immerso nella realta’ italiana.

    Creare il proprio reddito online non e’ facile, non cosi’ facile come qualcuno vende, non cosi’ facile come molti vogliono credere, ma comunque fattibile, non occorre la laurea.

    Mi e’ piaciuto TANTISSIMO il commento di fashionbooks che rappresenta per me la giovane italiana ideale. Credo che veramente Internet sia un’enorme opportunita’ per gli italiani sui vent’anni, mortificati piu’ dei coetanei di altri paesi da un sistema geriatrico in putrefazione che, di questo sono abbasanza convinto, non migliorera’ e non cambiera’.

    Io credo che Internet non sia un modo per migliorare l’italia che non e’, secodo me, migliorabile, non l’ho vista cambiare in tutta la mia vita (non e’ cambiata da quando e’ nata) e semmai, con la pressione competitiva del resto del mondo, puo’ solo peggiorare.

    Detto questo… chi cazzo se ne frega! Chi se ne frega dell’Italia come nazione o degli USA come nazione o di qualsiasi stato come nazione!

    Internet permette a chiunque lo voglia (voglia studiare, capire, applicare) di creasi la SUA nazione o comunque la sua liberta’ con il suo reddito. Indipendente da cio’ che pensano (poco e male) e fanno (poco e male) i governi. I governi, tutti piu’ o meno, sono sempre indietro rispetto alle possibilita’ perche’ non sono fatti per il benessere, ma per il controllo dei cittadini.

    Senza Internet che chance avevi? Emigrare per passare da un governo di ladri e farabutti a uno un po’ meno di ladri e farabutti. Ma non era un cambiamento sostanziale.

    Con Internet cambia tutto: tu crei le tue regole, il tuo mercato, il tuo reddito, la tua liberta’.

    Ovviamente se “tieni famiglia” e mutuo e’ un po’ piu’ difficile, ma possibile comunque e’ possibile per chiunque e “tenere famiglia” e’ anche una ottima scusa.

    Ma se sei giovane e l’Italia non ti offre niente, se non umiliazioni, lavori sottopagati o non pagati, speranze zero ed esempi disgustosi… creati la tua macchina di guadagno e di soddisfazione professionale con le tue mani, con la tua creativita’ e la tua intelligenza. Senza attendere che il Paese evolva e migliori… non e’ il tuo ruolo.

    Il tuo ruolo e’ di pensare a te e alla tua famiglia e se il tuo Paese non lo fa, fallo da solo. Con Internet puoi.

    Questo e’ il mio pensiero, Qualsiasi iniziativa per far conoscere a piu’ italiani questa opportunita’ di liberta’ mi trova favorevole e disponibile ad aiutare.

  • http://www.lavoro-casa.org Carlo D’Angiò

    @ Marco De Veglia
    Grazie Marco, la tua disponibilità rende più concreta questa iniziativa. A presto.

  • Fabio D. Bellotta

    Ciao Carlo e buonasera a tutti. E’ brutto dover essere il bastina contrari della situazione.
    L’idea di Carlo è indubbiamente innovativa e potrebbe sicuramente spingere molti a intraprendere qualche genere di attività online tipo blog. Putroppo e dico purtroppo le sorti di un paese non è possibile “migliorarle” con la sola erogazione di servizi a pagamento. I servizi non si esportano e non possiamo pensare di aumentare il PIL erogando meri servizi. Ma ipotizziamo che la cosa sia fattibile, c’è un problema di tecnologie, quello che un po’ ha indicato Elisabetta; siamo tecnologicamente indietro, ed aggiungerei “come le balle dei cani”. In un mondo, globalizzato grazie alla rete e dove la mobilità e disponibilità delle informazioni sono un must, abbiamo aree del paese dove internet in ADSL è un utopia e dove arriva ha dei costi assurdi se paragonati alla sola media europea. Io magari sbaglio, ma fintanto che l’età media della ns classe dirigente, non solo politica, è dei 60 anni (perchè hanno esperienza) nel ns paese nelle ns industrie non ci sarà mai per l’innovazione e quindi la crescita. Propongo servizi di classe enterprise a prezzi da pizzicagnolo – i clienti sarebbero anche interessati ma la risposta è … “non siamo coperti dall’ADSL”.
    Vorrei poter essere più ottimista, per la miseria sono ITALIANO, ma qui non c’è spazio per i giovani talenti e per le buone idee. Comunque un augurio di cuore che l’impresa riesca.

  • http://www.lavoro-casa.org Carlo D’Angiò

    @ Fabio D. Bellotta
    Perché bastian contrario? A me sembra che il tuo punto di vista sia esattamente nella direzione di questa iniziativa.

  • Daniele DAusilio

    Ciao Carlo,
    è bello vedere il tuo continuo spirito di iniziativa. Per quanto riguarda il mio Business, non ho mai avuto particolari problemi di visibilità e di ritorno economico lavorando prettamente in Italia, e quindi a differenza di Marco, vivendo da sempre ed appieno la realtà Italiana.

    Ciò non toglie che il fatto che io sia pienamente d’accordo con te, è possibile fare non solo molto di più, visti i “limiti tecnici” che ci portiamo dietro, ma anche quelli “mentali”.

    Oggi l’Italia è ferma (e lo è da anni) occupandosi solo di scontri politici, reality show e tv-spazzatura, mentre in altre parti del mondo si è colto già da tempo il potenziale di crescita economica/sociale che Internet può offrire.

    Sono d’accordo con fashionbooks sul fatto che i giovani oggi sanno solo lamentarsi ma poi passano (buttano) talmente tanto tempo sui social network che se spendessero soltanto la metà di quelle ore giornaliere per imparare, studiare ed utilizzare al meglio Internet, oggi sarebbero tutti imprenditori online.

    Per cambiare le cose ci vorrà sicuramente tempo, forse degli anni, e sicuramente non è facile come diceva Fabio, ma da qualche parte bisognerà iniziare per far cambiare mentalità agli italiani, per farci conoscere e far sviluppare questo settore. Magari partire dal basso, pian piano, ma almeno cominciare.

    Qualsiasi sia il modo per farlo, io ci sono, Carlo, complimenti! ;)

  • http://www.lavoro-casa.org Carlo D’Angiò

    @ Daniele DAusilio
    Sono contento che anche tu abbia aggiunto la tua voce a questa iniziativa. Speriamo di avere altre adesioni. A presto.

  • Fabio D. Bellotta

    Bastian Contrari perchè non condivido, la convinzione che sembra trasparire, che sia sufficiente l’attività di blogging per “cambiare” lo status italiano. Può essere uno stimolo a “inventarsi” un lavoro; Non possiamo pensare che si possa basare su questo la ripresa, il riposizionamento di una nazione. Forse e probabilmente non avrò colto il segno del tuo intervento.

  • http://www.lavoro-casa.org Carlo D’Angiò

    @ Fabio D. Bellotta
    In effetti, non ho mai detto che il blogging sia la soluzione ai problemi italiani. Ti invito pertanto a rileggere il mio intervento. Diverso è invece il mio punto di vista su internet e sui mercati digitali.

    In ogni caso, lo scopo di questa iniziativa non è quello di sostituirsi alla politica o a chi prende centinaia di migliaia di euro all’anno per aiutare il Paese. Lo scopo è quello di assumere noi del web un ruolo più propulsivo e organizzato. Uniti siamo più forti sul piano mediatico e sociale.

  • Raffaello

    Heyla ragazzi, io anche se non sono ancora “famoso” sono con voi :-) L’importante è non andare a finire da Barbara D’Urso.

  • Raffaello

    Prima ho scritto un commento piuttosto evasivo, ma ora sento di dover dire di più.
    Premesso che io mi trovo esattamente nella fase di mezzo. 21 anni. L’età perfetta. Non hai famiglia, figli e problemi più o meno grandi a cui pensare. All’università ci vado e non ci vado, ma fortunatamente il mio cervello mi permette di passare comunque gli esami (così i miei sono contenti). Ma più passano i mesi e più mi rendo conto che l’università qui (a Bari) è per me solo una copertura per avere più tempo per stare solo, senza impegni e quindi dedicarmi all’attività online. Fortunatamente il grande passo lo sto facendo, per fare una metafora, ora sono con la gamba alzata, pronto a mettere il piede a terra :-)

    Proprio qualche giorno fà, mi sono scambiato un paio di email con Marco De Veglia sul prezzo dei seminari. E’ favorevole al basso costo, all’informazione accessibile a chiunque e quindi ero sicuro che avrebbe partecipato a questa iniziativa.

    Un ultimo commento sul film The Social Network. Anche se noi non creeremo mai Facebook, nè un business plurimiliardario, questi film vanno visti come delle vere e proprie molle ispirazionali. Parlavo con un mio amico proprio di questo film, e disse che Mark è stato solo uno dei pochissimi casi fortunati SU 6 MILIARDI di persone che si è trovato nel posto giusto al momento giusto. Io li ho risposto esattamente così “Come fai a paragonare Mark a te o ad un’altra infinità di persone che in questo momento preciso non sta facendo assolutamente niente per migliorarsi?” In poche parole, Mark (e i casi come il suo) bisognerebbe paragonarlo solo e soltanto a chi cerca di realizzare un’idea a cui crede davvero… e posso giurare che ne sono molto meno di 6 miliardi.

  • http://www.lavoro-casa.org Carlo D’Angiò

    Qualcuno mi ha chiesto in privato di essere più concreto, di indicare l’idea. Ok. L’idea è quella di sederci intorno a un tavolo e di formare (o di provare a formare) un’associazione che ci rappresenti e che possa in nome di tutti contribuire a diffondere la cultura del web in Italia.

    Poi c’è un tale paolocucci@arotis.fr che mi ha detto questo:

    Ma perché su un articolo del genere per commentare mi fai registrare dicendomelo solo dopo? ma che merda… scrivo un messaggio, clicco posta, me lo cancella e mi dice di registrarmi? E tu vuoi coinvolgere gli altri nel cambiare in meglio? Aggiusta piuttosto sta cagata che non consente nemmeno a chi vuole di poter partecipare.

    Proprio un gran signore. Non c’è che dire!

    Tuttavia, credo che migliorare uno come te, Paolo (o come veramente ti chiami), con tutta franchezza, sarebbe difficile anche con “comment” file diverso, visto il modo in cui ti rivolgi alle persone che non conosci. Avresti bisogno di educarti daccapo e poi pensare di intervenire in un post su lavoro-casa.org.

    Dulcis in fundo, la denuncia. Ma questa potete vederla sul post.

  • http://www.seopoint.org/ pdellov

    Resto basito per la denuncia.. mah
    Comunque hai tutti i miei contatti per l’iniziativa, fra l’account e quelli che ho messo su SeoPoint.
    Fammi sapere, io ci sono
    Paolo

  • creattivo

    Bene, hai messo nero su bianco un sentiment che covava da tempo. Così proviamo a porre fine a al circolo autoreferenziale dei vari “guru” che si recensiscono a vicenda..;)
    Potremmo procedere così:
    - primo incontro attorno ad un tavolo (meglio se reale e non virtuale) per conoscerci, “contarci” ed organizzare il tutto.
    - organizzazione di un evento (sempre reale) nel quale presentare le testimonianze di chi è riuscito a “vivere di Internet” e di coloro che ci stanno provando. Dovrebbe essere un evento aperto a tutti, gratuito (coinvolgendo sponsor) e per il quale coinvolgere i media tradizionali. Importantissimo l’integrazione con il mondo off line altrimenti rimane una cerchi ristretta…

  • http://www.josaya.com josaya

    Ragazzi ci siamo anche noi! Siamo perfettamente d’accordo con tutto quello che abbiamo letto e disposti a darci da fare per l’intento comune.
    L’Italia resta sempre indietro, è proprio il caso di agire per ottenere un cambio di tendenza.
    Saremo anche pochi, ma sicuramente abbiamo una abilità non comune nell’utilizzo della parola, lo abbiamo dimostrato alla grande in molti modi… Quindi avanti tutta… siamo con voi !

    AGIAMO COME SE FOSSIMO AMORE e facciamolo sentire!

  • http://www.lavoro-casa.org Carlo D’Angiò

    Agiamo come se fossimo amore, straordinario.

  • http://www.webtogrowrich.com luigi_di_salvo

    Ciao Carlo grazie per avermi informato su questa lettera e complimenti per l’iniziativa. Ho letto con attenzione tutti i commenti ed in particolare mi ha colpito quello del caro amico Marco De Veglia che si è espresso in modo chiaro e veritiero. Fare business on line è possibile. Per tutti. Non servono lauree o titoli di studio particolari, nè bisogna essere programmatori – così come non lo sono io. Tutto ciò che serve è una tenace volontà, l’impegno e soprattutto una strategia precisa. Il web non lascia spazio a tentativi o prove e pretende preparazione. Esorto chiunque si avvicini al magico mondo di internet di farlo con fiducia e metodo perchè fare business on line è realmente possibile.

  • http://www.unlavoromigliore.it unlavoromigliore

    Salve a tutti, è la prima volta che scrivo in questo blog ma lo seguo da tempo, come anche altri di alcune delle persone a cui è stata indirizzata questa lettera aperta.

    Seguendo suggerimenti e indicazioni di persone come Carlo e gli altri ho trovato il coraggio e la motivazione per aprire il mio primio blog e “portare in piazza” la mia esperienza personale su come ho migliorato il mio lavoro e ho deciso di recensire e consigliare alcuni ebook sul miglioramento personale e infoprodotti sul guadagno on-line.

    L’obiettivo principale con cui ho aperto il blog è stata la passione per la formazione e per Internet e anche perchè avevo voglia di esternare il mio pensiero su certi discorsi che troppo spesso si sentono fare a chi è specializzato nell’arte del lamentarsi del proprio lavoro senza in verità fare niente per cambiare le cose… in perfetto ITALIAN-STYLE :)
    In ultima analisi l’ho fatto anche per guadagnare qualcosa ma, almeno per ora, non ho l’ambizione di guadagnare esclusivamente da questo.

    Prima di aprire il blog, ho parlato della mia iniziativa ad amici e conoscenti ed ho notato che mi guardavano con occhi spaesati, come se avessero davanti un “pazzo”… uno che si avviava inconsapevolmente ad un fallimento certo.

    Quando poi ho aperto il blog le stesse persone che mi scoraggiavano hanno iniziato ad interessarsi all’argomento, a superare la diffidenza e a valutare con più obiettività il contenuto del blog… ora sono più incuriositi da Internet in generale.

    Scrivo questo perchè CREDO FERMAMENTE che ci sia la necessità di una maggiore informazione a livello ITALIA di come si può utilizzare Internet e sulle opportunità che offre. Inoltre si devono sfatare gli spauracchi che se si acquista qualcosa on-line poi “ti rubano” i soldi dalla carta di credito oppure che “su Internet non si compra perchè poi chissà cosa ti arriva…”

    Chi può farlo meglio di VOI, cioè di chi su Internet ha iniziato a lavorare già da qualche anno?

    Credo che se c’è una cosa bella “del sapere” sia “diffondere la conoscenza”!

    E’ vero, siamo nell’era del WIN-WIN quindi coraggio! Diamo il via a tavole rotonde e tutto quanto sia necessario per divulgare il più forte possibile il messaggio che c’è qualcosa di nuovo, che delle alternative esistono!

    La politica ha le TV ma noi ABBIAMO INTERNET :)

    Non mi metto al livello di Carlo come di nessuno dei nomi da lui citati ( o dimenticati ) però concordo pienamente con questa iniziativa e se posso contribuire lo faccio volentieri.

    Buon lavoro.

    Marco Giunti.

  • http://www.ricchezzavera.com/blog Jose' – RicchezzaVera.com

    ciao Carlo,
    lo sai, sono favorevole a questa iniziativa.

    Ma ti dico la verità: se avessi letto il post senza averti ptima sentito, non so se avrei capito di che si tratta…

    Non so se hai volutamente lasciato intendere, ma ad occhio il messaggio concreto che sottende alla lettera non l’ho colto: cosa vuoi concretamente che facciamo noi tutti?

    in altri termini: qual’è la call to action?
    Creare un rappresentante politico?
    una associazione di categoria?
    un sindacato?
    un mastermind trimestrale?

    cmq lo sai: godi della mia totale stima e fiducia, quindi, qualsiasi cosa intendessi col post, io ci sono.
    :-)

  • http://www.lavoro-arte.com Giuseppe

    Grandissimo Carlo
    Volevo approfittare di questa sede per esprimerti una considerazione che mi sento di rendere pubblica con tanto di nome e cognome, a tutta la tua utenza!

    Mi rendo conto solo adesso di tutti gli insegnamenti che si celano dietro la tua membership, prodotti, post e confronto diretto. Mi trovavo in una posizione di stallo come penso sia accaduto a molte altre persone e faticando a trovare le migliori linee guida per la mia attività, mi sono affidato al tuo know how.

    Ho avuto importanti intuizioni e finalmente anch’io ho provato il brivido della chiarezza degli intenti. Non ti scrivo questo commento per tessere le tue lodi, sulla stima che nutro nei confronti della tua professionalità non vi sono dubbi. Non vi è margine di dubbio nemmeno sulla tua personalissima capacità di scindere i ruoli: sai essere un professionista e anche una persona molto umile all’occorrenza. Non ho mai assistito ad aridi esordi da parte tua, accompagnati da auto proclamazioni della serie: sono il guru della situazione o super esponente di qualcosa! Questo la dice lunga sulla tua attendibilità.

    Quello che vorrei dire è che hai ragione! Occorre muovere il culo e assumersi le proprie responsabilità… no mi correggo… forse ho saltato uno step: prima occorre riconoscere quel che sono le proprie responsabilità, subito dopo bisognerebbe imparare ad agire in direzione di mete un po’ meno individuali, smettendo di occuparsi sempre del proprio orticello.

    Chi ne ha le capacità può o dovrebbe farlo, la situazione imprenditoriale è sotto gli occhi di tutti e non c’è bisogno d’aggiungere altro. Non so se io possa essere un meritevole candidato, tuttavia conta sulla mia presenza. Uno per tutti, tutti per uno!

    Ps: io trovo che lasciare un commento su wp sia abbastanza elementare…

  • http://www.ladyvalkan.com/ Ladyvalkan

    Mamma mia quanto si è evoluta questa discussione! E’ diventato il post più commentato di tutto il blog.

    Vedo che la maggior parte dei commenti sono fortunatamente a favore e propositivi sull’iniziativa; qualcuno ha chiesto maggior chiarezza sul tipo di aggregazione/associazione che si andrebbe a creare e questo mi sembra più che giusto.

    E riguardo agli obiettivi, lo leggo chiaramente nel post: “un’organizzazione che faccia entrare il web in tutte le case e in tutti gli uffici della nazione”. Non mi sembra poco, comporta già tutto un insieme di obiettivi collaterali che poi possono definirsi strada facendo.

    Noto però con dispiacere che qualcuno non è interessato alla proposta, e che nonostante questo commenta ugualmente. Se la si pensa così, se si ritiene che nessuno dei “guru” dell’infomarketing avrebbe il tempo per aderire pensando solo agli affari suoi, allora non capisco perchè lanciarsi così contro questa iniziativa.

    Se si è già soddisfatti del proprio giardino e lo si vuole custodire gelosamente per sè… allora perchè intervenire?
    La crisi economica non verrà mai superata se non impariamo ad unirci e a condividere…. pur mantenendo la nostra identità.
    Fare da soli ed essere autonomi, infatti, non significa che dobbiamo fare a meno degli altri…è assurda una mentalità simile!!!
    Non sapete quante volte negli anni passati ho pensato di andarmene via da questo paese, che per me che sono un’artista è veramente povero di possibilità. La mia passione per ciò che faccio ha rischiato di essere gettata al vento proprio per colpa di questa mentalità così ottusa. Non ho paura di dirlo!
    Per questo il commento in questione mi ha spinta a rispondere di rimando così, un pò di pancia se vogliamo…
    Ma quando ci vuole, ci vuole!
    Parola d’ordine: unione e condivisione! Questa è la vera ricchezza.
    Lady

  • http://www.ladyvalkan.com/ Ladyvalkan

    Ps. non capisco come mai Italo non sia riuscito a loggarsi, mi viene da pensare più a problemi di connessione o di browser che ad altro.

  • billico

    Ciao Carlo leggendo tutti i commenti visto che appoggio in pieno il tuo appello ho deciso di fare un video in risposta.

    Ecco il Link attendo i vostri commenti:

    http://www.youtube.com/watch?v=N1ovLU1m3WA

  • http://www.fashion-books.net/ fashionbooks

    Vorrei rispondere a Italo perché alcune cose che ha detto mi hanno indispettita parecchio.

    Anche io (anche se non sono una grande del web) non ho tempo (credimi lo doso sempre con il contagocce) ma per un “movimento di rinnovamento” un briciolo di tempo si trova sempre.

    In alcune righe di quello che ho letto ho percepito una certa “spocchia” verso chi vuole intraprendere un viaggio per svecchiare alcuni aspetti della nostra Italia e aprire la strada alle persone come me, che hanno perso il lavoro e non ne riescono più a trovare un’altro fisso.

    Ve ne lavate le mani solo per il fatto che risiedete all’estero. Bell’esempio che date, quello che penso è che questi “grandi” (che fino ad ora sono una delusione totale) non abbiano per niente una coscienza.

    Come ho già detto, guardate il vostro orticello e non ve ne frega un cavolo di chi sta peggio, perché tanto voi avete i soldi (guadagnati anche dal net Italiano), vivete all’estero…e allora chissenefrega!

    Ma che discorso è questo?

    E poi con questa storia del self-starters…ma per piacere, per me questo è soltanto ottusità mentale e basta! Anch’io per costruire un’attività online non ho dovuto chiedere il permesso a nessuno, ci mancherebbe che devo andare dalla mamma o da papi ☺ Però sono qui, a scrivere con l’incazzo queste parole, perché le persone che scuotono le spalle mi fanno da sempre imbestialire da morire!

    La cosa che mi fa più tristezza che soffro per le parole che leggo, perché chi può fare qualcosa per la gente come me se ne lava le mani alla grande.

    E’ ovvio che per risolvere i problemi si debba discutere, non si risolve tutto per magia o leggendosi nel pensiero. Questo concetto dell’individualismo e scandaloso (tipico dell’italiano medo).

    Alcune volte nella vita, è bello anche fare le cose senza avere un ritorno economico, possibile che vi interessino solo i soldi?
    Non vi interessa proprio sapere che avete fatto qualcosa di socialmente utile? Di aver dato serenità a qualcuno? Di pensare che magari, c’è una persona che vi ringrazia perché vi siete prestati per qualcosa di giusto?

    Vorrei che voi grandi del web vi chiedeste se veramente avete una coscienza, molti si risponderanno di si, ma dalle risposte che leggo, direi proprio che non avete autocritica.

  • http://www.lavoro-arte.com Giuseppe

    Erica tu sei proprio esplicita! brava ragazza che riesci a parafrasare le menti collettive per amalgamare un vero pensiero collettivo!
    D’altronde è un guru… di che ti stupisci ;-) ?

  • Pingback: IBM Colosso Mondiale Sbaglia Comunicazione Nei Media | Come Creare un Business dal Nulla

  • http://www.seduzioneattrazione.com reborn

    Scusate, faccio il bastian contrario.

    Secondo me è impossibile che sia solo un 20% di personea usare internet, lo usa
    praticamente chiunque lavori, a parte
    magari qualche contadino.

    Lokusano tutti i giovani.

    Direi che un minimo minimo 80% di persone tra i 10 e i 50 anni di età
    usano internet, per anzini e bambini il discorso è diverso.

  • http://www.seduzioneattrazione.com reborn

    Va beh… ho smesso di credere alle statistiche molto tempo fa, dipende troppo come sono fatte, ho letto di certe distorsioni nel passaggio dalla statistica alla notizia che fanno impressione.

    Bisognerebbe capire bene la statistica come è stata fatta.

  • Gianluigi Ballarani

    Ciao Carlo,
    ho appreso solo ora della lettera aperta da un post di Billico.

    Devi sapere che alcuni anni fa, iniziando a studiare l’internet marketing americano (quindi su testi stranieri), avevo letto della possibilità di essere segnalati all’hoster.
    I guru americani dicevano che, soprattutto nelle date di lancio e prelancio di alcuni prodotti, qualche affiliato poteva pensare bene di generare traffico con refer sui tuoi siti in modo SPAMmoso.
    In questi casi l’hosting o il server avrebbe potuto reagire in diversi modi:

    1- alcuni chiudono direttamente l’account, lo bloccano e tu devi dimostrare nei giorni (o settimane) successivi la tua innocenza a seconda delle informazioni che ti chiedono.

    2- ti mandano un avviso, come quello che hai ricevuto tu. In cui ti avvertono dell’accaduto e fanno un controllo preliminare prima di chiudere eventualmente il tuo account.

    In questo caso, la cosa strana è che non si è trattato di un lancio di un prodotto da parte di un affiliato (e quindi probabilmente è stato un caso isolato). Anzi un utente ti ha segnalato a seguito di un tuo messaggio personale (anche di una certa portata rivoluzionaria e propositiva significativa).

    Ma come testimonia ad esempio M. Filsaime, poteva andare peggio. Secondo lui questi episodi sono normale amministrazione lì in america durante un lancio. per questo consiglia di avere sempre un hosting (o server) di riserva in cui uplodare tutto alla svelta in caso di chiusura account.

    In che modo? Quando viene bloccato un hosting si cambiano i dns del dominio e si puntano sull’hosting di riserva. Allo stesso tempo si esportano tutti i dati e si riimportano sul nuovo hosting.

    Dice anche di stare attenti a GoDaddy che secondo le sue esperienze, in questi casi, oltre a frizzarti l’hosting ti blocca anche il dominio per almeno 15 giorni e non ti permette di spostare i DNS…

    Ora ti ho raccontato questo per farti capire che nel mercato Americano è all’ordine del giorno essere segnalati (su grandi numeri sicuramente).

    Qualcuno per tua sfortuna ha ben pensato di farlo a te (probabilmente senza un vero motivo). E comunque alla luce di tutto questo, possiamo dire che ti è andata anche bene per come ha reagito il tuo hosting! :-)

    Pensa che qualche mese fa abbiamo lanciato un prodotto su una lista di 12K persone in Joint Venture con una lista di 54K (tutti doble opt in) e altri partner più piccoli, con la consapevolezza che poteva accadere questo episodio. Quindi ci eravamo preparati a dovere nonostante avessi sentito il parere di tanti internet marketer che dicevano “in Italia tanto non è mai successo!!” :-|

    Per fortuna a noi è andata bene. Ma l’eventualità c’era!

    Per quanto riguarda la tua lettera aperta, il tuo intento generale è chiaro. Dare rilevanza mediatica al nostro mondo di opportunità che è già una realtà.

    Non sei entrato nello specifico e non so se avevi già delle idee, sono lieto di ascoltarle..

    Un saluto,
    Gianluigi

  • Guadagnare24.it

    Credo che per meritare lo spazio che rivendichi all’interno della “pubblica opinione” cito le tue parole che continuano “e faccia di noi una voce organizzata e importante nel panorama socio-economico nazionale” ci voglia qualcosa di più di un semplice sito o blog che vende ebook e qualche corso. Credo che serva un progetto in grado di cambiare le abitudini, un progetto in grado di rompere gli schemi, un progetto in grado di migliorare o semplificare le cose, un progetto concepito per dare e non per ricevere. Internet, da questo punto di vista è straordinariamente meritocratico: se crei qualcosa di realmente innovativo ti assicuri visibilità e notorietà. Se crei qualcosa che è apprezzabile esclusivamente all’interno di una ristretta nicchia per quale merito dovresti attrarre la luce dei riflettori???

  • http://www.lavoro-casa.org Carlo D’Angiò

    @ Guadagnare24.it
    Dai Rino, non mi dire che pensi veramente quello che hai scritto? Che io voglia cambiare il mondo con il mio blog? Ci sarà un motivo per cui ho preso questa iniziativa? O no? Non sarà forse quello che dici tu stesso (rompere gli schemi, dare e non ricevere e tutto il resto)?

  • http://www.internetmoneyitalia.com Marco De Veglia

    @Fashiobooks: prova a leggere l’intervento di Italo Cillo come un intervento che dice le cose come stanno, che parla della realta’. Dice 3 cose molto semplici: chi sta all’estero e’ meno interessato a cambiare l’Italia di chi ci vive, chi e’ un imprenditore anche se sul web e’ molto impegnato e generalmente e’ un individualista quindi mal si trova in comitati. Non dice comunque “me ne lavo le mani”, ma sottolinea questi elementi reali. RIguardo al mio commento (se non lo ricordi, rileggilo perche’ parlava di te espressamente), spero di essere stato sufficientemente chiaro nell’indicare quale e’ la mia idea e se posso aiutare a realizzarla sono ben felice. In sintesi e’ non cambiare l’Italia (che non credo sia possibile), ma liberare gli italiani (quanti piu’ possibile) con il web.

  • http://www.lavoro-casa.org Carlo D’Angiò
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