LAVORO E BLOGGING
Posted by Carlo D'Angiò on lug 23, 2010 in Blog | 0 commentsMolto spesso diciamo che con un blog si può lavorare da casa. Usiamo il verbo lavorare perché è duttile. Si fa prima. Si arriva subito al nocciolo della questione. E anche perché al concetto di “lavoro” si collegano valori importanti di crescita, di stabilità e sicurezza.
Ma è proprio un lavoro quello del blogger?
In alcuni casi, si! Lo è. O lo diventa quando le abilità e le competenze del blogger vengono assorbite da un contesto produttivo di tipo tradizionale. È il caso di aziende che assumono (o ingaggiano) esperti di blogging per aumentare la visibilità del brand o del prodotto.
In altri casi invece il blogging non è un lavoro. È tutt’altro. Ma le differenze, contrariamente a quello che si può pensare, non derivano dalla natura del rapporto con eventuali aziende committenti o dallo sforzo fisico e mentale del blogger.
Mi spiego meglio…
Il lavoro ha vari significati. Il primo è legato alla fatica, allo sforzo di produzione. Poi, con l’avvento delle attività impiegatizie (meno faticose), è passato a descrivere l’impegno delle persone finalizzato al reddito. Un impegno, tuttavia, misurato, proporzionato, sempre contenuto in uno schema quantitativo-temporale.
Del resto, basta dare un’occhiata all’art. 36 della Costituzione italiana per comprendere il tipo di impegno che deriva dal “lavoro”:
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.
È evidente, quindi, che il tempo rappresenta una costante imprescindibile del lavoro. Ogni definizione, comprese quelle inerenti il lavoro autonomo e professionale, creano un contesto di scambio misurato dal tempo.
Il lavoro subordinato è caratterizzato da:
- Subordinazione, ovvero, obbligo di sottostare alle direttive del datore di lavoro
- Tempo durante il quale il lavoratore ha l‘obbligo di prestare il suo lavoro
Il lavoro autonomo è caratterizzato da:
- Obbligazione di risultato, ovvero, obbligo di consegnare l’opera così come pattuito
- Tempo entro cui consegnare l’opera
Il lavoro professionale è caratterizzato da:
- Obbligazione di mezzi, obbligo di prestare l’attività necessaria (es. medico, avvocato)
- Tempo in cui svolgere l’attività necessaria
Il lavoro, in tutte le sue sfumature tecniche e semantiche, è sempre caratterizzato dal tempo. E chi si approccia al blogging di contenuto con una logica di tipo tradizionale commette l’errore di portarselo dietro.
Il tempo è il più grande limitatore di business. Comprime le idee e l’iniziativa e riduce l’ampiezza dei risultati.
Un blogger che incassa 20 mila euro al mese, o svariate centinaia di migliaia di euro all’anno, non sfrutta la logica del lavoro, ma quella dell’impresa. Il suo impegno non è misurato e non è misurabile dal tempo.
Internet ha creato – per la prima volta nella storia dell’uomo – i presupposti perché il reddito possa derivare dai contenuti, ovvero, dallo scambio remunerato e senza vincoli della conoscenza, e non dal tempo o dalla quantità di lavoro prestato.
Usiamo pure la parola “lavorare” per fare prima, ma quando ci si approccia al blogging business avanzato, quello del lavoro è uno schema che limita. Meglio evitarlo!
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