La dignità
Posted by Carlo D'Angiò on lug 22, 2010 in Blog | 6 commentsCi sono differenze profonde tra gli uomini. Ciò che alcuni compiono con naturalezza, altri a stento riescono solo a immaginare. È la storia delle persone, delle esperienze che le segnano. A fatti uguali corrispondono reazioni diverse.
Gli esperti di PNL parlerebbero di mappe e territorio, ma credo che la differenza tra le persone sostanzialmente stia nella misura della dignità di cui si nutrono.
Non so neanche perché sto scrivendo questo post. È un giorno triste per me. Sono stato svegliato alle 6.20 da mia moglie in lacrime. Una telefonata… un lutto improvviso.
All’inizio ho pensato solo a vestirmi in fretta per essere vicino a mia moglie. Insieme abbiamo raggiunto la casa della persona defunta. C’era un’atmosfera irreale, assurda, una via di mezzo tra gli infiniti momenti di normalità della nostra vita e la tragedia immane che sopraggiunge con il passare dei minuti insieme alle persone che si raccolgono per il cordoglio.
Un funerale è un funerale. Ci vai nella piena consapevolezza di quello che trovi. Ma se ti capita di arrivare poco prima che tutto si trasformi in un luogo di lutto, quando la vita di quelle persone ha ancora le sembianze di una vita normale, con il cane che abbaia, il cinguettio degli uccelli e i vicini di casa che ignari dell’accaduto fanno ogni cosa in modo assolutamente normale, allora ti accorgi che in un paio di metri quadrati di terra ci possono stare mondi e persone profondamente diversi, dove tutti però sono liberi di fare quello che vogliono.
Osservavo incredulo tutto questo. Ero silenzioso. Poi, all’improvviso, mi sono ritrovato nella stanza con quella persona che qualche ora prima mi avrebbe sorriso calorosamente e offerto da bere. Non ora, però. Ora non poteva. C’erano quelli che lo stavano preparando. Alcuni lo tenevano per le spalle, altri per le gambe. Altri che gli sistemavano la cravatta. E lui non poteva sorridermi, non poteva offrirmi da bere…
A quel punto ho pianto. Ho pianto davvero tanto. E mi sono accorto che non è stata la morte in sé a procurarmi il dolore più grande, ma il fatto che quell’uomo, con la morte, non aveva più il potere di fare quello che voleva. Non poteva più. E questo, in vita, avrebbe ferito molto la sua dignità.
La dignità è il bene più prezioso. Usiamola finché siamo vivi!
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