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Un blog da $ 10.000 al mese che parla di acne

La nicchia. Maledetta nicchia. Quanti grattacapi ci procura questa decisione. Sappiamo che internet è un affare interessante, ma poi ci blocchiamo sulla scelta dei contenuti, di quello che dovremmo scrivere o postare sul nostro blog. Facciamo mille pensieri e ci incartiamo come spigole da supermercato.

E se alle persone non interessa? E se altri lo stanno già facendo? E se non sono all’altezza? E se poi non trovo più argomenti interessanti di cui parlare?

Queste sono più o meno le seghe mentali che ci facciamo. Passiamo più tempo a ipotizzare scenari catastrofici che a mettere in pratica quelle poche cose buone che potrebbero cambiare il corso della nostra vita.

Un esempio interessante di come si lavora con un blog ci è dato da Fran Kerr, una deliziosa fanciulla malesiana che nel 2007 ha messo in piedi un blog – High on health – dove spiega come trattare la pelle e combattere l’acne, un argomento che a prima vista sembra insignificante, ma che a dispetto di ogni pregiudizio oggi a Fran genera un reddito mensile che va oltre i 10.000 $.

Interessante, vero? Lavorare da casa con un blog, scrivere e condividere le tue esperienze mentre migliaia di persone dall’altro lato cercano proprio quel tipo di informazione, è questo il blogging business. E Fran ha saputo interpretarlo nel migliore dei modi, mettendo in pratica quello che da anni diciamo qui su lavoro-casa: impara, condividi, guadagna!

Lei lo ha fatto:

- ha imparato, frequentando la membership di Yaro Starak
- ha condiviso con il suo blog
- e ora sta guadagnando con la sua membership.

E tu? Quando tempo ancora deve passare per farti capire che è qui la festa!!??


Carlo D'Angiò

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  • inzinzac

    mi permetto di far notare che la signorina Fran Kerr per guadagnare 10.000 usd al mese vende prodotti e servizi di dubbia efficacia e legalità, facendo leva sull’ignoranza collettiva. D’accordo su “impara, condividi e guadagna” ma qui stiamo sconfinando sulla truffa vera e propria. Saluti e buon lavoro.

  • http://www.lavoro-casa.org Carlo D’Angiò

    @ inzinzac
    Si tratta di un dubbio? O di una certezza? Di un pregiudizio o di un fatto?
    Ci spieghi quello che non sappiamo. Però, ovviamente, lo faccia col suo nome vero. Si faccia conoscere. Altrimenti, è poco credibile quello che dice.
    Diffamare senza metterci la faccia è un gioco vile da cui prendiamo le distanze.
    Al contrario, se ha fatti da raccontare e da sottoscrivere responsabilmente, allora ha tutto lo spazio qui per farlo.
    Buon lavoro anche a lei.

  • frederick

    @inzinzac
    Quali sarebbero i prodotti di dubbia legalità? Io ho visto che la tizia parla di Aloe ed in generale di cibi organici.

  • http://www.widee.it Andrea Widee

    Ciao Carlo,
    spunto come al solito molto interessante che però non tiene conto dell’immenso mercato che si apre per chi decide di lavorare da casa in lingua inglese. Quanto credi sia limitante, soprattutto in determinate nicchie, lavorare con infoprodotti in lingua italiana?

  • http://www.lavoro-casa.org Carlo D’Angiò

    @ Andrea Widee
    Ma lo spunto è sulla nicchia, non sulla lingua con cui scrivere i contenuti. O sbaglio?

  • inzinzac

    @carlo
    Mi presento: sono Massimo di Ravenna, nient’altro.
    Riguardo al mio post, in effetti mi riferivo al sito di membership più che al blog. Lungi da me l’idea di voler diffamare qualcuno, ma il prodotto che vende non mi sembra così utile. Ho iniziato a guardare il sito per capire in che modo guadagnava e mi sono ritrovato la proposta di sottoscrizione ad una sorta di abbonamento quadrimestrale che da l’accesso a dei video sull’argomento e ad alcuni mini ebook. Premetto che non mi intendo di acne, ma 47 dollari per quattro mesi per qualche prodotto omeopatico (passatemi il termine) e qualche ora di info, la ritengo una vendita un po’ al limite; mi sembra molto una circoscrizione di incapace a livello di Vanna Marchi, senza offesa per nessuno. Ognuno è libero ovviamente di fare le sue scelte, ma il blog “lavoro casa” mi sembra impostato in maniera molto più razionale e quasi “scientifica”, rispetto ad un sito di vendita di prodotti un po’ così. Ovviamente tutto ciò fa parte della mia visione personale, passibile di qualsiasi commento.

    Buon lavoro, ma soprattutto buone idee a tutti…

  • http://www.lavoro-casa.org Carlo D’Angiò

    @ inzinzac
    Mi fa piacere che hai risposto, Massimo.
    Come vedi, quello che dici adesso è diverso! È una tua opinione sul prezzo. Ed è legittima. Ma è un’opinione, e come tale non può entrare nel merito dell’offerta con affermazioni così calunniose e pesanti. Prima di parlare di truffa, cerchiamo di avere la consapevolezza dei fatti che adduciamo a sostegno delle accuse e delle parole che usiamo.
    Grazie per il tuo chiarimento.

  • frederick

    Premetto che non mi intendo di acne, ma 47 dollari per quattro mesi per qualche prodotto omeopatico (passatemi il termine) e qualche ora di info, la ritengo una vendita un po’ al limite

    Probabilmente perchè tu non hai mai avuto l’acne. Io nemmeno per mia fortuna ma un mio caro amico si e ti posso garantire che quello che vedi tu da fuori non è mai quello che vede l’altra persona.

    Il mio amico per anni non è uscito con una ragazza perchè si era auto-imposto che sarebbe stato rifiutato perchè aveva l’acne. Vogliamo parlare delle prese per il culo dei cosidetti “amici”?

    Tu quanto pagheresti per ritrovare la fiducia in te stesso e iniziare a vivere a pieno la tua vita senza sentirti umiliato ogni volta che incontri i tuoi amici oppure ogni volta che vedi una ragazza che ti piace ma pensi “sicuramente con quest’acne pensa che faccio schifo”

    Io personalmente non solo sarei felice di pagare a Fran $47 al mese ma le manderei a casa una cassa di champagne.

    Per finire Vanna Marchi secondo me è una persona che aveva una profonda conoscenza del mercato, per questo è riuscita a costruire un impero.
    Condanno la condotta non etica ma lei sapeva esattamente quali corde toccare, chi comprava non comprava un po di sale da sciogliere in acqua, comprava la sperenza che il problema X si risolvesse.

    Così come chi compra il prodotto di Fran compra la speranza di smettere di sentirsi umiliato così chi compra la membership di Carlo non compra “qualche ora di info” ma compra la speranza di rilassarsi all’ombra della palma mentre il tuo ex capo di porta una noce di cocco. O no Carlo? :D

  • http://www.widee.it Andrea Widee

    Certo Carlo, ma nella valutazione della nicchia non incide anche la dimensione della nicchia stessa? E in questa valutazione la lingua ha un peso determinante. Per intenderci se Fran genera un reddito mensile che va oltre i 10.000 $ realizzando prodotti che parlano di acne in lingua inglese, che risultati avrebbe potuto avere rivolgendosi ad un pubblico di sola lingua italiana? Risultati 10, 100 volte inferiori?

  • http://www.lavoro-casa.org Carlo D’Angiò

    @ frederick
    Giusto! Ma bisogna stare attenti anche su questo versante. La gente compra con il cuore… e nel cuore c’è la speranza. Ma chi vende solo speranze è un truffatore. Tu queste cose le sai bene. E non è a te che le dico. Ma l’esempio di Vanna Marchi è pericoloso in un contesto del genere. Rischia di confondere e di offrire ulteriori alibi a chi cerca la truffa in ogni pagina web.

    @ Andrea Widee
    Hai ragione! Non avevo capito il tuo primo commento. Certo, parlare in lingua inglese è più vantaggioso. Però sai una cosa? Quando ho scritto “Fai soldi online disegnando” non immaginavo di venderne mille copie in due anni. Non si può mai dire.

  • http://www.ricchezzavera.com/blog Jose' – RicchezzaVera.com

    Ma secondo te non è uno pseudonimo di Frank Kern?

  • http://www.lavoro-casa.org Carlo D’Angiò

    @ Josè
    Frank Kern è un altro personaggio… ed è uomo. In ogni caso, che c’entra?

  • max72

    Capisco il fatto di Imparare, Condividere e Guadagnare, ma nn credo che io, Massimiliano da Roma, possa dare dei consigli sull’acne, non essendo uno specialista del settore. Posso raccontare la mia espserienza personale, di come ho vinto il problema dell’acne, a livello di racconto personale, ma quanti sarebbero interessati a leggere il mio blog che parla, di come ho vinto l’acne?

  • frederick

    @Josè
    Anche io quanto ho letto Fran Kerr sul blog di Yaro ho pensato “vabbè questo ha sbagliato a scrivere il nome” poi quando ho visto che parlava di acne ho capito che era proprio un’altra persona :)

    @Max72
    Probabilmente sarebbero interessati tutti quelli che hanno l’acne :D

  • Luigi1980

    Sono convinto anch’io che il futuro sia nel blogging business, ma è bene precisare che, come qualcuno ha fatto notare, lo studio della nicchia di mercato potenziale è un elemento imprescindibile. Sia per le dimensioni (e quindi la lingua ha, a mio avviso, il suo peso) che per la tipologia: è noto che alcuni mercati reagiscono anche molto diversamente gli uni dagli altri.
    La signorina malese è stata certamente abile e fortunata nell’individuare una nicchia di mercato che ha risposto bene alle sue offerte.

    Luigi

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